Una cascata di sorelle

Una cascata di sorelle
(grazie a Maria per il lavoro svolto)
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sabato 28 febbraio 2015

LA DURA VITA DI UNA COMMEDIA...sesta puntata!

Benvenuti a una nuova entusiasmante puntata!

Puntata che si apre subito ricca di colpi di scena: nel corso delle prime prove del mese, quelle previste per martedì 3 le cose non vanno come il regista si aspettava, e infatti alla fine di queste si lascia andare ad una sfuriata.
Sfuriata che si protrarrà anche il sabito successivo. Oggi è prevista una giornata extra di prove, dalle 10 del mattino fino al tardo pomeriggio! Ma proprio prima di prove Lozio chiede un "feedback" agli attori, e parte una discussione bella accesa. Ok, la prossima volta che gli verrà la malsana idea di chiedere, eviterà.

Ma sempre durante la giornata, si decide, per venire incontro alle difficoltà di M.F. decidiamo di spostare le prove di giovedì al venerdì.

La settimana successiva Lozio viene messo ko dall'influenza, e le prove vengono ridimensionate.

Quella successiva si inizia a lavorare su uun possibile sostituto del titubante A.W., e inizia a provicchiare C.M.

Nel frattempo iniziano a comparire gli abiti di scena. E arriva finalmente il tavolo tondo!!

Lozio non sa a che pensare. Il tempo è agli sgoccioli, il debutto è ufficialmente il 12 marzo, il cast non è così preparato e il Padreterno non vuole farsi vivo per dare una mano.

Come finirà questa storia lo sapremo presto...la prossima puntata infatti sarà l'ultima.

Beh, alla prossima allora. Una cosa è certa, in un modo o nell'altro, sarà un finale col botto!


Z.S.


mercoledì 28 gennaio 2015

LA DURA VITA DI UNA COMMEDIA...quinta puntata!

Rieccoci con la fiction più seguita di questo blog.

Dopo una pausa natalizia (con relativo cambio di palinsesti, il tutto indirizzato verso una programmazione più "a tema") il 13 gennaio il cast riprende le prove interrotte a dicembre. Molti sono i colpi di scena che avvengono in questo mese:

Questi sono i princiali passi in avanti:
- vengono stabilite le date del debutto. La commedia vedrà la luce il 12 marzo, per andare in replica 2 giorni dopo, il 14;
- vengono fatti degli acquisti non da niente per quanto riguarda le scenografie;
- viene trovato uno degli abiti di scena più difficili da trovare, un vestito da sposa!!

Ma per dei passi in avanti se ne presentano anche molti indietro:
- A.T. si trasferisce in un'altro paese, e non può più garantire la presenza a tutte le prove;
- M.F. si trasferisce in un'altra regione direttamente, con risultati uguali alla collega di cui si parla nel punto precedente;
- A.W., il giovane ultimo arrivato viene colto dallo sconforto perchè si sente molto indietro rispetto agli altri nella preparazione;
- la compagnia viene boicottata, per ben due prove salta la corrente e regista e attori si ritrovano al buio e al freddo.

Oramai il tempo è agli sgoccioli. Lozio inizia a farsi prendere da mille mila emozioni, paura, sconforto, ansia, euforia. Riuscirà a portare a termine la sua missione? E i suoi marinai lo supporteranno nell'impresa? O il barcone si arenerà ormai a pochi metri dalla riva?
Chi lo sa?

Ne sapremo qualcosa di più alla prossima puntata!


Z.S.

mercoledì 5 novembre 2014

VIVALOSHOW n.12- T.I.M.

Salve.

Era qualche tempo che non aprivo da questo luogo una finestra che mostrasse un po' di vita artistica trentina.
Per rimediare oggi proverò a spiegare che panorama si può assistere da quella che affaccia su una delle realtà più interessanti del nostro territorio: il Teatro Instabile di Meano (o più semplicemente T.I.M.)

La storia di questa compagnia è abbastanza recente, la fondazione risale solamente al 1996.
In questo breve arco di tempo però questo gruppo ha avuto modo di imporsi come ua delle realtà più intriganti del panorama trentino. E non è solo la cura che ci mettono nell'allestimento dei loro spettacoli a renderli interessanti, ma la particolarità delle storie raccontate; non è da tutti rischiare portando sul palco storie come "Fiori recisi", "Simbad il marinaio" o "L'armata Brancaleone".

Personalmente sono contento di non essere il solo a pensarla così: la presenza a diversi concorsi e i continui riconoscimenti ottenuti in questi anni di lavoro sono la testimonianza di come questo gruppo stia percorrendo la giusta strada. Mi sia permesso di far notare, in particolare, un primato che nessun altro può vantare: lo spettacolo "Novecento" nel 2000, in occasione del concorso Palcoscenico trentino-Premio Mario Roat, uno dei due concorsi più importanti della nostra regione, è riuscito ad ottenere tutti i premi.

L'ultima fatica del T.I.M. si chiama "Terra di nessuno", uno spettacolo (tratto dall'omonimo libro di Eraldo Baldini) creato in occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale. Uno spettacolo crudo, volto a mostrare come i fantasmi della guerra continuino a infestare le vite di coloro che l' hanno vissuta, anche quando questa finisce.

Sì lo so che può sembrare un discorso roboante, magari un po' angoscioso, io consiglio di vederlo.

Anche perchè il teatro, come la vita, non è tutto commedie.

Z.S. 

mercoledì 29 ottobre 2014

LA DURA VITA DI UNA COMMEDIA...quarta puntata!

Dal riassunto delle puntate precedenti notiamo che Lozio l'ultima volta era soddisfatto dell' andamento delle prove.

La puntata di oggi si apre con un colpo di scena. Era da tempo nell' aria, ora è ufficiale: anche Lozio se necessario si incazza. E lo fà di martedì. Il 7 ottobre più precisamente, nel corso di una prova "di ripasso" il nostro giovane aspirante regista si trova davanti un cast privo di tre attrici, e scopre che i rimanenti si sono completamente dimenticati le battute. E allora si è lasciato andare al suo primo vero caziatone (non senza un briciolo di piacere nel farlo).

Il caziatone serve, le prove procedono discretamente...fino a martedì 28 ottobre. Il primo atto è completato, e la compagnia può permettersi il lusso di azzardare una prova generale in un vero teatro, anzichè in una vecchia aula di una scuola in decomposizione.

Ebbene, il primo incontro della commedia con il palcoscenico è abbastanza disastroso. Tralasciando prevedibili problemi di memoria, Lozio si rende conto di tante cose: gli attori hanno poca voce e sono lenti, si muovono in una maniera strana, le scenografie che si erano pensate (OMMIODDIO) sembrano non stare bene sul palco, neanche se sono state abozzate utilizzando una pila di sede.

Ma il problema che toglierà il sonno a Lozio per le prossime sere è un altro. Consulenti esterni invitati appositamente ad assistere e giudicare la performance, hanno fatto notare che i personaggi sono ancora da costruire, e fin qui tutto bene. Il problema è che il personaggio "criticato" in particolare è quello interpretato dalla giovane M.F., che era secondo il regista, uno di quelli di cui andare più orgogliosi.

Nuovi venti vengono dunque a scombussolare le calme acque in cui naviga la nostra ciurma. Resisteranno o affonderanno e verranno ripescati alla prima pesca di gamberi in programma? Lo scopriremo tra un mesetto.



Z.S.

mercoledì 24 settembre 2014

LA DURA VITA DI UNA COMMEDIA...terza puntata!

Salve, e rieccoci con la terza puntata (eccezionalmente con una settimana di ritardo) della nostra blogfiction.

Come sicuramente ci ricorderemo tutti, la scorsa puntata si era conclusa con Lozio intento a porsi una lunga serie di quesiti esistenziali. Avrà trovato le risposte che cercava? No. In compenso sono successe un sacco di cose. La più importante di tutte sicuramente riguarda le prove: il 2 settembre la ciurma ha dismesso i panni di gruppo di lettori e ha iniziato a fare sul serio, da allora ad oggi sono state abozzate la bellezza di sei scene (sulla bellezza di 17, siamo a un terzo del percorso).

Cosa ne pensa Lozio? E' soddisfatto.
Cosa ne pensa il cast? Non si è ancora ribellato, il che è positivo.

Cos' altro è successo? Lozio ha discusso di scenografie con la responsabile del settore. No, non è andata altrettanto bene, lei troppo ambiziosa, lui troppo quadrato. Lei troppo creativa, lui troppo razionale. Ma sopratutto lei troppo "legata" a un modello che lui cerca di rimuovere dalla propria mente. Risultato: due musi lunghi e discussione rimandata a data da destinarsi.

Bene, le prove terminano qui. Ma prima di lasciarci è giusto presentare la ciurma costretta a ritrovarsi Lozio come ammiraglio.

Ci sono gli attori di vecchia data, lo zoccolo duro della compagnia, C.B., L.A, A.T., S.B. (che è anche la scenografa di poche righe fa), R.D.(noto anche come il Presidente).
Ci sono le nuove leve, M.F., A.L. e A.W. che proprio durante l'ultima serata ha preso parte alle primissime prove della sua vita.
Ci sono T.C., D.V. e C.M., alcuni jolly che Lozio si tiene nell' eventualità.

Bene, questo è tutto. Arriveremo ad una quarta puntata? Lo scopriremo solo vivendo...


Z.S.

mercoledì 20 agosto 2014

LA DURA VITA DI UNA COMMEDIA...seconda puntata!

Buona sera.

Come promesso, ecco che ritornano le avventure di Lozio e della sua ciurma.
Per il riassunto delle puntate precedenti....non c'ho voglia di farmi fumare le meningi, se proprio vi interessa leggetevi QUI a che punto eravamo.

Cosa è successo dal 23 luglio ad oggi?

Beh, sono successe parecchie cose. No, non è vero, anche perchè la settimana dall'11 al 16 era la settimana di Ferragosto e, in accordo con il Presidente, Lozio ha deciso di saltare ben due giornate di prove (quel martedì e giovedì per l'appunto).

Innanzitutto Lozio ha ottenuto la benedizione dell' autore della commedia a riprodurla tradotta in dialetto, il che ha portato il suo ego ad ingigantirsi di parecchio.

Dopodichè il  buon regista ha iniziato a soffrire una permanenza quasi forzata sulla lettura del copione, e di conseguenza a propinare ai suoi attori una serie di stralunati esercizi per iniziare a prendere dimestichezza con la propria voce e i propri piedi. Cosa che tra gli attori, destò non poca preoccupazione al giovane A.W.

Ma non tutto è rose e fiori. Lontano da tutti, nel silenzio della sua casa buia, davanti al suo computer, con in sottofondo una canzone di Masini, il giovane fuori di testa inizia a chiedersi se non abbia azzardato troppo, se sia veramente in grado di svolgere quel compito che gli è stato affidato...ma soprattutto sta iniziando a sentire il peso dell'eredità che ha raccolto dal suo predecessore. A lui piaceva il vecchio regista, fosse dipeso da lui non l' avrebbe fatto andare via. Non la voleva lui quella eredità. E poi, non so come spiegarlo, ma Lozio sta iniziando a percepire nel gruppo una certa "anarchia"...qualcosa che a lui non è mai piaciuto,e che con il vecchio regista non sarebbe successo.
Cambieranno le cose? Riuscirà Lozio a riprendere in mano le redini della partita? O tutto è destinato ad andare a scatafascio?

Tra un mese, forse, ne sapremo qualcosa in più!

Buonanotte!
Z.S.

mercoledì 23 luglio 2014

LA DURA VITA DI UNA COMMEDIA...prima puntata!

Salve! O come direbbe Gabri Ponte, buonanotte giorno!

Ho deciso di dare il via oggi ad una rubrica notturna, una specie di docufiction che vuole testimoniare le fatiche di un giovane pseudoregista che fà del suo meglio per provare a dare vita ad una commedia. Docufiction che, per mia decisione, vedrà una nuova puntata ogni terzo mercoledì del mese, da qui fino a quando questa fatica non sarà definitivamente portata alla luce.

Or dunque, all' incirca il 9 giugno scorso il protagonista della storia, che da ora in poi chiameremo Lozio, è stato ufficialmente nominato regista della sua compagnia.

Nell' arco di tempo che intercorre tra questa data e il 15, che è una settimana scarsa, Lozio deve trovare un copione adatto alla sua compagnia, tradurlo in un dialetto che non è nemmeno quelo parlato dalle sue parti, convincere prima sè stesso e poi gli altri (che sembrano più convincibili e meno scassapalle rispetto al sè stesso) che sia il copione giusto.

In realtà, visto che Lozio era stato allertato della possibilità che ci fossero dei cambiamenti in compagnia, già aveva fatto alcune di queste cose nei mesi precedenti, andando contro corrente rispetto alla propria vita nella quale si da una mossa il giorno dopo dell' ultimo utile.

Dunque, sulla commedia non si può dire molto, anche perché ne l' autore ne la Compagnia hanno acconsentito allo spargimento di informazioni.
Uno SPOILER ci ha comunque informato che la storia si basa principalmente su matrimoni, extracomunitari, parolacce, telefonate e psichiatri. Niente male come premesse, no?

Le prove vere e proprie sono iniziate appena l' otto di luglio.
La compagnia nel frattempo ha subito uno scossone, sono usciti diversi senatori, e sono entrati dei giovani volenterosi senza esperienza. Volenterosi senza esperienza per un novello regista. Mmmmmmh...
Le prime prove sono semplici letture, senza particolari intoppi o difficoltà, se tralasciamo che un bel giorno che la compagnia si trova a provare va in scena la semifinale del mondiale di calcio nella quale la Germania accartoccia e butta nell' umido un Brasile inguardabile. L' unica partita da non perdere di tutto il torneo, se la sono persa tutti eccetto T.C. che furbamente si è dileguato nel primo bar trovato aperto. Maledettissimo!

Ok,comunque la puntata di oggi si chiude sul volto stanco ma soddisfatto di Lozio, che ha portato a termine quasi un mese di letture del copione, che gioca a fare l' insegnante, che prova a fare il guru, che nonostante percepisca una lieve carenza in autorevolezza alla quale promette che cercherà di porre rimedio...sente di essere partito col piede giusto. Quanto durerà questa soddisfazione lo scopriremo nella prossima puntata!
Per saperne di più, l' appuntamento è per il 20 agosto.

E con questo buonanotte per davvero.


Z.S.

sabato 5 luglio 2014

MINCHIA, SIGNOR FALETTI...

4 luglio 2014
Il mondo dello spettacolo si trova a rimpiangere un altro big tra i più amati dal pubblico italiano: Giorgio Faletti.

No, non è mia intenzione compiangere questo artista, non ne sono in grado. Ritengo semplicemente sia giusto (quasi doveroso) ricordare tutto ciò che ha fatto in questi anni per farsi amare, e per far dispiacere a molti la sua dipartita.

Piemontese, annata 1950, incontra il successo a metà anni Ottanta, grazie al Drive In tramite il personaggio demenziale di Vito Catozzo.
Ma Faletti non può limitarsi a questo e infatti, tra fine anni 80-inizio 90, si reinventa oltre che come attore, come conduttore, ma ancor di più in campo musicale. Non solo compone per diversi cantanti (un intero album di Angelo Branduardi porta la sua firma), ma decide di cimentarsi come cantante, anche impegnato. E quel famoso "Signor Tenente", ispirato alle stragi mafiose, che gli vale nel 1994 il secondo posto + premio della Critica al Festival di Sanremo, lo porta sicuramente a prenotarsi un posto di tutto rispetto nella storia della kermesse più famosa del Belpaese.

Si dedica poi a sperimentare altre forme artistiche, dalla pittura alla scrittura. Scrittura che lo porterà a produrre nell' ultimo decennio all' incirca una decina di libri, tra romanzi, thriller e biografie.

Il tutto senza abbandonare la musica (sua è la canzone "The show must go on" che Milva portò a Sanremo nel 2007), e soprattutto la recitazione: negli ultimi anni è sempre stato protagonista al cinema, dove vanta di passare con nonchalance dal terribile professor Martinelli di "Notte prima degli esami" (a cui un giovane Nicolas Vaporidis a nome di milioni di adolescienti che odiano i propri insegnanti, può vantare di aver dato della merda ), al molto più oscuro, malvagio e spietato boss di "Cemento armato".
E tanto altro ancora

Sicuramente uno come lui in futuro mancherà, oltre che dal punto di vista dell' uomo che è riuscito a conquistare la simpatia e la stima del pubblico, anche artisticamente.
Se c'era uno, secondo me, che nell'ambiente dello spettacolo la gente guardava con stima, quello poteva essere proprio lui.
Tuttavia, pr quel che può valere, proprio la sua versatilità e la grande produttività, permetterà all'artista di sopravvivere ancora per molti, molti anni...

Arrivederci, signor Tenente.

Z.S.

(Giorgio Faletti a Sanremo nel 1995 canta L'assurdo mestiere)

lunedì 9 giugno 2014

VIVALOSHOW n.9-I saggi di fine anno

Non permettere mai che la paura di perdere
ti impedisca di partecipare. 

Olà!
(vediamo se qualcuno riesce a collegare questo articolo con il mio messaggio della scorsa notte)

Siamo arrivati a giugno. Arriva il caldo, arriva l'estate, e chiudono le scuole.
E anche i corsi di teatro volgono al termine, e i giovani allievi danno prova di ciò che hanno imparato durante i loro percorsi di formazione.
Visto che mi sembra gusto buttare un occhio anche su quello che viene fatto in questa sede ho scelto di parlare di uno dei saggi andati in scena a cui ho assistito: sabato 7 giugno un gruppo di giovanissimi allievi della scuola EstroTeatro ha portato in scena uno spettacolo genialmente a metà strada tra l'inedito e il tritoeritrito, dal titolo "Shakespeare? Shakespeare!"

La trama? Semplice: noi spettatori siamo davanti ad una compagnia di attori, che amano Shakespeare, e in quaranta minuti ci fanno vivere l'amore attraverso i più  importanti lavori dell' autore inglese. Passando per le scaramucce tra Benedetto e Beatrice, per arrivare all'amore impossibile tra Romeo e Giulietta nella celeberrima scena del balcone, alla relazione fuori di testa tra la regina Titania e una testa d'asino, fino a giungere a storie più pesanti, passando attraverso la sete di potere di lady Macbeth che ha spalancato a lei e al marito le porte dell'inferno, quelle stesse porte in cui Otello ha gettato la moglie Desdemona, accecato da una gelosia morbosa e lesionista.

Temi molto forti, per un gruppo di giovanissimi. Eppure quel gruppo di giovanissimi è riuscito a confezionare un lavoro fatto alla grande. Certo, è una scuola, devono dimostrare di aver imparato qualcosa.
Credo di sapere cosa vuol dire  doversi esibire sotto esame, mi ci sono trovato un paio di volte.
E credo di poter dire che se avevano delle cose da dimostrare, delle cose le hanno sicuramente dimostrate.

Ci sono stati grossolani errori di dizione? Certamente!
Si è caduti in secondi di tempi morti buttati via? Ovvio!!
La voce andava e veniva e i ragazzi si mangiavano le parole? Più che naturale!!!

E allora? Allora, per la miseria, questi ragazzi hanno dato una interpretazione formidabile, ci hanno messo cuore, andando incontro ad alcuni momenti anche di una difficoltà tecnica non indifferente (per la quale possono ringraziare la bastardaggine degli insegnanti/registi).Il tutto passando con una gran disinvoltura da uno spettacolo colorato di tonalità clownesche e comicità terraterra, fino ad arrivare alla drammaticità angosciante per poi giungere al finale epico.
E gli errori? Che diamine, se uno è a scuola è perchè vuole imparare. E se vuole imparare deve sperimentare. E sperimentando può capitare che si sbagli. Ma solo chi non prova non sbaglia. E chi non sbaglia non può rimediare. 

Quindi, tracciando un bilancio: se il potenziale di un solo gruppo di ragazzi/ragazzini di una sola delle tante scuole di teatro del Trentino va moltiplicato per tutti gli altri...e se tengo conto del fatto che oltre alle scuole siamo provvisti di un bel numero di compagnie da queste parti...la sfida per la sopravvivenza dei più meritevoli inizia a farsi veramente interessante.

Z.S.

giovedì 1 maggio 2014

Evviva "LA SCUOLA A TEATRO"

Salve, un buon Primo maggio a tutti voi!

Oggi voglio parlare di cose positive.
Sfogliando il sito della Co.F.As., mi sono imbattuto in una notizia che ha riempito il mio povero e stanco cuore di rinvigorita gioia: anche quest'anno, per la precisione dal 5 al 9 maggio, andrà in scena il meeting "La scuola a teatro". Giunta alla diciottesima edizione, questa è una carrellata di lavori frutto di laboratori musicali, di teatro, danza, svoltisi all' interno degli istituti superiori del Trentino.

Io sono sempre stato un amante  degli spettacoli delle scuole, vedere giovani studenti e professori che mischiano spesso idee ipergeniali a errori da poppanti alle prime armi è una cosa che ho sempre amato, fino da quando io stesso facevo parte di quel folto gruppo di poppanti.
Mi piace anche pensare che per alcuni fortunati (come il sottoscritto) sono porprio i laboratori del Liceo a fare da trampolino di lancio, come inizio di una grande amicizia tra un essere umano e il mondo dell'arte.

E siccome io faccio parte di quel gruppo di persone profondamente sconcertate dai tagli che più di un Istituto ha fatto a questo tipo di laboratori, che oltre ad essere utili per la crescita dello studente, possono contribuire a vivere la scuola, che per un adolescente è uno dei peggiori nemici, con un altro spirito.

Mi fa molto piacere quindi che per il momento queste occasioni di mettere in mostra i lavori di giovani "aspiranti artisti" si riescano a preservare, e per questo ho deciso di condividere anche qui il programma di quest' anno (programma recuperato, come detto, dal sito ufficiale della Co.F.As.)

Di seguito il programma completo:

- lunedì 5 maggio (ei fu, siccome immobile, dato il mortal sospiro) aprono le danze il Liceo Scentifico "Leonardo da Vinci" e il Liceo Linguistico " Sophie Scholl" con WE WANT YOU, e a seguire l'Istituto Pavoniano "Artigianelli" con SU E GIU' PER LA STORIA;

- martedì 6 maggio l' Istituto "Pertini" propone HAIRSPRAY, dopodichè sarà il turno del Liceo Classico "Giovanni Prati" con AMAR ZUCCHERO;

- giovedì 8 maggio è la volta dell' Istituto agrario di San Michele all'Adige e di RISCRITTURE;

- venerdì 9 maggio infine, scendono in campo l'ITT "Michelangelo Buonarroti" con LA MIA ITACA e l' Istituto "Tambosi-Battisti" che proporrà prima CYRANO DE BERGERAC e, a seguire, IL SOGNO DI UNA VITA.

Bene, giovani, questo è il vostro turno.
 E a chi avesse dei dubbi....beh, sappiate che non bisogna essere per forza genitori di chi recita per andare a teatro.

 Z.S.

giovedì 17 aprile 2014

VIVALOSHOW n.6-Barufe in famegia

Venerdì scorso, l' 11 aprile, sono andato con alcuni amici a Rovereto, all' Auditorium Melotti, in occasione della serata conclusiva del concorso Sipario d'oro. Prima delle premiazioni la Compagnia di Lizzana è andata in scena con "Barufe in famegia", commedia di Giacinto Gallina.
Senza voler svelare il finale, la trama è presto detta: in una Venezia di un paio di secoli fà, una suocera e una nuora che non si possono vedere rendono la vita impossibile al padrone di casa (rispettivamente figlio e marito delle due donne). A quietare ancor di più la vita familiare ci si mettono un cugino fiorentino particolare, una zia e una serva molto pettegole e un matrimonio che "non s'ha da fare".

Ora, devo ammettere due cose: per cominciare io sono un grande amante dei costumi settecenteschi, il che gioca molto a favore dello spettacolo. Purtroppo però sono anche molto avverso nei confronti del dialetto veneto, il che al contrario potrebbe essere una grandissima aaggravante. Quindi le cose si annullano a vicenda e io, in pratica, ho scritto quattro righe di testo senza motivo.

La mia analisi in proposito è estremamente breve: è uno spettacolo pieno di roba. Un sacco di gag, di comicità stralunata, di siparietti divertenti. Uso incredibile di "musica", di luci, di momenti corali, di ripetizioni del testo, con una enorme sottolineatura dei tic dei personaggi.
 A me la cosa generalmente non fa impazzire, il più delle volte che vedo uno spettacolo così condito storgo il naso, questa volta la cosa è successa a metà. Il 95% del pubblico probabilmente si è scompisciato, e ne ha ben avuto ragione.

L' aspetto geniale, cosa che ho scoperto da pochissimo, è che la regia, così piena e, volendo, un po' fuori di testa, è stata fatta molto tempo fà. Proprio in un altro decennio. Si tratta di un cazzutissimo spettacolo d'avanguardia, non so se riesco a rendere l'idea...insomma, il folle che ha diretto lo show in realtà è un fottuto genio. Quella che oggi potrei reputare una idea azzardata, è in realtà una idea che non esisteva qualdo è stata messa in atto. Pensata così...mi fà venire il mal di testa!

Ora, non so se nè quando questo spettacolo tornerà in scena. Se ve lo siete perso....peccato.

Z.S.

martedì 19 novembre 2013

VIVALOSHOW n.5-Rumors

A proposito di spettacoli, credo meriti una menzione anche qualcosa di un po’ più classico rispetto a ciò di cui ho parlato ultimamente.
Quindi vorrei parlare di uno spettacolo che ha debuttato lo scorso 6 novembre al teatro San Pietro di Mezzolombardo.  L’ associazione culturale Le voci di dentro ha portato in scena “Rumors, una farsa a suon di pallottole e pettegolezzi” celebre commedia scitta da Neil Simon.

Ora, senza svelare troppi particolari, la trama è la seguente: Stati Uniti d’ America, quattro coppie di amici, ovvero i Gorman, i Ganz, i Cusack e i Cooper, tutte famiglie altolocate e rispettabili, ma ciascuna coi propri scheletri nell’ armadio, sono invitate alla festa di anniversario di Charley e Myra Brock.
I primi invitati giunti sul posto, tuttavia, trovano una situazione caotica: Charley si è sparato ed è privo di sensi, anche se alla fine non si rivela così grave, mentre la moglie Myra non è nemmeno in casa.
A questo punto è il panico: Cosa si fà? Per evitare lo scandalo e cercare di non finire in prima pagina si cerca di nascondersi la verità a vicenda, finendo col creare una serie di divertenti gag e siparietti comici tra gli invitati. Ma alla fine una verità salterà fuori. Chissà se è la verità vera....

Riassunto lo spettacolo, arriviamo al dunque: perchè si dovrebbe andare a vederlo? Beh, intanto perchè a storia è divertente, e se una compagnia la interpreta bene, come fanno questi ragazzi, fa parecchio ridere.

Ma veniamo ai meriti:
- la scenografia è parecchio complessa, ben pensata ma soprattutto ben costruita, e sicuramente garantisce quantomeno un mezzo voto in più sul prodotto finale;

- la regia è stata affidata ad un ragazzo giovane con una discreta esperienza da attore, e i precedenti di cui sono fornito mi insegnano che questo mix di età ed esperienza porta ad un vulcano di idee, molte delle quali decisamente notevoli;

- il cast  è molto vario, sia per età (comunque si tratta di un gruppo molto giovane), sia perchè probabilmente ognuno ha alle spalle una diversa impostazione (mi rendo conto che tante compagnie sono varie, fin qui nulla di strano). Tuttavia questa varietà ha portato alla creazione di personaggi altrettanto diversi: c’è l’ attrice molto impostata fisicamente, l’ attore molto “realista” e quello che al contrario è stato reso un’ autentica “macchietta” (termine usato con accezione assolutamente positiva, ci mancherebbe). É stato un lavoro rischioso ma il puzzle alla fine è stato assemblato e, seppure di dimensione e forma diversa, i tasselli si sono incastrati decisamente bene, dando vita ad una foto piacevole.

Sinceramente, se qualcuno volesse andare a vedere un bello spettacolo, volendo provare qualcosa di diverso rispetto alla classica commedia dialettale che da noi va per la maggiore, senza imbattersi però in lavori eccessivamente elaborati, “Rumors” a me sembra un buon compromesso.

Z.S

domenica 10 novembre 2013

VIVALOSHOW n.4-Associazione "Alla Ribalta"

Oggi avevo voglia di fare qualche cosa di nuovo, e allora non parlerò di spettacoli. Anche perchè ho l’ idea che talvolta per esprimere il proprio punto di vista si debba cambiare punto di osservazione, e questo è  uno di quei casi.
Volevo spendere due parole per un’ associazione, nello specifico dell’ Associazione Alla ribalta (visto il titolo dell’ articolo la cosa non dovrebbe stupire più di tanto).

Questo gruppo nasce non molto tempo fa, direi attorno al 2009, e da allora ha creato una serie di progetti teatrali meritevoli di attenzione (quantomeno della mia).

Ricordo la prima volta che sono entrato in contatto con questo gruppo. Ero in quinta superiore e con alcuni amici sono andato ad assistere ad uno spettacolo. Il titolo era “Sing it sisters!”, spettacolo tratto liberamente dal famoso musica Sister act. A fine serata ho pensato WOW!! Ma ci sono parecchi spettacoli che mi fanno dire così, cosa c’è di strano allora? 

Ve lo spiego subito: il cast era giovanissimo, composto esclusivamente da attori liceali, accompagnato da un corpo di ballo e da un orchestra altrettanto giovani. La regista (e direttrice artistica dell’ associazione) era una mia coetanea. Erano un gruppo di ragazzini che, grazie all’ aiuto (ma neanche troppi da ciò che ho sentito dire) di qualche adulto, erano riusciti a mettere in piedi uno spettacolo fantastico, che nulla aveva da invidiare ad una qualsiasi filodrammatica. Un vero collage di idee geniali. Un neo forse per quello spettacolo la recitazione in qualche punto vacillante, ma è naturale, gli attori giovani e con poca esperienza non si possono (e non si devono) mette in croce alla prima difficoltà.

Ma questo primo spettacolo è stato poi seguito da altri progetti. Il marchio di fabbrica è sempre, o quasi, lo stesso: una graziosa fusione di diverse arti (musica live, recitazione, acrobatica) cucite assieme da abili “sarte” che sanno il loro mestiere, scenografie d’effetto, e soprattutto lavori NUOVI.
Mi spiego meglio, se "per questo spettacolo utilizziamo una imponente scenografia in legno, per il prossimo la scenografia verrà proiettata", se "oggi facciamo un musical, domani potremo fare un flashmob in un supermercato". Questo a mio avviso è un modo di lavorare vincente.

Proprio ultimamente ho appreso da una fuga di notizie che la giovane regista (che nel frattempo è cresciuta e ha studiato, potenziando le armi a propria disposizione) e tutto il suo staff stiano lavorando ad una nuova fatica, sempre molto variopinta e meritevole quantomento di un “Ma dai?”, che  dovrebbe debuttare ad inizio dicembre, un lavoro ancora una volta nato dalla collaborazione con dei giovanissimi.

A questo punto la domanda dovrebbe essere “Perchè parlare di un comunissimo gruppo di giovani che fanno teatro? In fondo ce ne sono tanti”. Ed è proprio questo il punto.
Se posso fare il polemico, vedo una situazione un po’ nebulosa in Trentino, sembra che chiunque voglia stare su di un palcoscenico, ma sono presenti due mondi molto distinti e distanti: da un lato abbiamo un gruppo “vecchio” che nei fatti si dimostra legato alla vecchia scuola, non sembra intenzionato a staccarsi dalla vecchia impostazione filodrammatica e dalle vecchie commedie in dialetto (che onestamente sono un genere, ma nn il solo esistente). Mentre all’ angolo opposto abbiamo le scuole di teatro ma, ahimè, la mia impressione è che crescano giovani menti quadrate, e con la puzza sotto il naso. Possono convivere questi due Mondi? Certo, come l’ acqua e l’ olio nello stesso bicchiere!!

Invece da spettatore che cerca di carpire informazioni, quest’ associazione mi sembra più allegra, strizza l’ occhio ai giovanissimi, li fà crescere in un clima simile a quello della filodrammatica, ma comunque provando a cambiare, fare qualcosa di nuovo, a fidarsi di più delle giovani leve. Provare a cambiare non è così brutto in fondo! E da fan posso dire che quest’ associazione lo fà, nei limiti del possibile, e lo fà bene.

Magari mi sbaglio, magari mi sfugge qualcosa, ma secondo me ci fosse più gente che lavora in questa maniera, il panorama teatrale trentino ne uscirebbe rinvigorito, grazie ad una sana boccata di aria fresca.

Z.S.

venerdì 25 ottobre 2013

CARO ZUZZURRO TI SCRIVO...

Signori, è arrivato il momento di essere seri.

Ho appreso in nottata che ieri è morto Andrea Brambilla, in arte Zuzzurro, cofondatore del duo comico demenziale e allo stesso tempo geniale creato assieme all' amico Gaspare.

Come duo iniziano la collaborazione a metà anni Settanta, raggiungono il successo circa dieci anni dopo, grazie alla trasmissione Drive In.


I personaggi che li hanno resi celebri sono sicuramente quelli dell' immagine qui sopra, con Zuzzurro nei panni di un commissario cirtullo coi capelli sparati, l' impermeabile alla tenente Colombo e l' immancabile farfallino imbarazzante, mentre Gaspare cerca di fare l' assistente serio che tiene a bada il suo capo e nel frattempo interloquisce col pubblico. 

Ma Gaspare e Zuzzurro non erano solo questo: hanno lavorato come conduttori, a teatro, in alcuni film.

Una delle fatiche di Zuzzurro che io personalmente ricordo con maggiore facilità è la sua interpretazione in "Tutti gli uomini del deficiente", nel quale interpretava Leone Stella, un uomo che per mestiere faceva la cavia umana....lavoro che gli lasciava dei simpatici effetti collaterali.

Il duo ha lavorato in televisione anche negli ultimi anni. Dopo essere finiti dietro al bancone di Striscia la notizia, infatti, hanno preso parte come ospiti ad una delle ultime edizioni di Zelig.

Sì, è più che giusto ricordare questo duo, che purtroppo da ieri non esiste più. E io ho voluto farlo, a modo mio, raccontando. Ricordando.Anche se ufficialmente io appartengo ad un' altra generazione.

Tuttavia, come per ogni comico del suo calibro, ritengo non sia giusto compiangerlo. Credo sarebbe più felice se andassimo tutti su youtube a rivedere qualche suo vecchio sketch, per farci qualche risata, anzi, io ci sono già stato, e consiglio a tutti di fare lo stesso

Ciao Brambilla, insegna agli angeli a mangiare brioches...

Z.S.

martedì 22 ottobre 2013

VIVALOSHOW n.3-Tutti a bordo...destinazione musical



Uno degli show più tosti che il Trentino abbia sfornato negli ultimi anni è con ogni probabilità “Tutti a bordo...destinazione musical”, nato nelle sale prove dell’ Associazione Des Etoiles, una signora scuola di ballo locale.
Questo  ambizioso progetto negli ultimi anni ha girato e rigirato calcando quasi tutti i palchi della Regione, ma non solo. Le mie fonti dicono sia riuscito ad espatriare, riscuotendo successi anche fuori dal territorio trentino, cosa per niente semplice.

Lo spettacolo, come si può intuire dal nome, è adattissimo agli amanti del musical, così come ai nostalgici del caro vecchio varietà.
L’ idea di fondo è quella della nave da crociera, in perfetto stile Novecento. Quelle navi dove la sera agli ospiti venivano proposti spettacoi frizzanti, musicali e innovativi.

Ed ecco che, una volta fatti accomodare i “passeggeri”, parte lo show: le parole sono poche, mooolto poche, non c’è tempo di parlare. Un immenso cast di ballerini e cantanti molto vario per età (si passa dai bambini, ai giovani adulti, agli adulti veri e propri) si butta in un frenetico collage che vuole proporre le più famose colonne sonore del Mondo, passando dal musical vero e proprio all’ opera moderna, prendendo in prestito persino le canzoni dei cartoni animati.

Così la prima parte dello spettacolo si butta in una variegata, forse troppo variegata, carrellata di canzoni, che attingono in buona parte dal favoloso repertorio disneyano.
Poi il viaggio termina, la nave si ferma e si sbarca in America. E così ci viene proposto il mondo del Musical in tutte le sue salse, da Sette spose per sette fratelli, fino al più recente Mamma mia, passando per i mostri sacri come Grease, il musical alla brillantina, fino ad arrivare ai più spettacolari acuti di New York New York, con tutti i suoi boa e lustrini.

E il bello è che  questo spettacolo non sta mai fermo. Cambia nel tempo, così come mutano gli interpreti, muta anche il copione.
Me la vedo io la mente di tutto che sta lì in regia a bacchettare il suo cast “Questa non mi piace, la prossima volta non la mettiamo” oppure “La prossima volta non balliamo questo balletto, ma facciamo quest’ altro” o ancora “Tu non canti più, ti sostituisce lei”

Insomma questo è un vero omaggio ad un genere appassionante. Da amante del musical in ogni sua veste posso assicurare che non è facile riuscire a farlo rientrare tutto in un solo contenitore, ma questo gruppo ci è riuscito dignitosamente.

Nota dolente: la sensazione che ho avuto io a vederlo è che talvolta qualche “spezzone” sia stato inserito forzatamente, senza logica, solo perchè era bello. 
Ma forse è per questo che lo spettacolo è in continuo movimento, sta ancora cercando il suo equilibrio.

Punto di forza: lasciatemela dire una cosa, il regista sarà pure un genio, i costumi sono molto suggestivi, e tutto quello che volete, ma parliamo del cast. Al di là della bravura oggettiva dei cantanti e della incredibile preparazione dei ballerini, la loro forza sta altrove. Poichè, per quanto  sia un cast abnorme, in fin dei conti sono sempre gli stessi che tornano nel giro di pochissimi minuti. E quindi il loro lavoro non è solo davanti al pubblico, ma è una continua corsa dietro le quinte. 
Immaginatevi: canzone finita - ok fuori – giù i vestiti – sù degli altri vestiti – rieccoci in scena. 
Tutta questa frenesia secondo me non può non portarli agli atti finali dello show (che è uno show bello lungo)  col fiatone, in riserva d' aria e coi crampi. Ma, nonostante tutto, alla fine ci arrivano, cantano, ballano, si inchinano, e il pubblico applaude, com' è giusto che sia.

 Un ultimo appunto: giusto per dare a Cesare ciò che gli spetta, questo spettacolo in parecchie occasioni è stato eseguito a scopo benefico, al fine di raccogliere fondi per le più svariate associazioni o progetti umanitari.
Quindi il mio personale augurio è che gli ARTISTI che guidano questa complessissima quattro ruote, possano continuare a far del bene a chi aiutano, così come al pubblico che continua a guardarli e ad applaudirli. 

Z.S.

lunedì 7 ottobre 2013

VIVALOSHOW n.2-Sacrificio



Oggi parlerò di uno spettacolo che ha fatto molto discutere nella mia Regione.
Sacrificio” è una rappresentazione nuova sotto molti punti di vista.
Come progetto viene concepito moltissimo tempo fa, nelle menti di Jacopo Laurino ed Elena Galvani, i giovani ideatori di questo nuovo modo di fare teatro chiamato SLOW-THEATER, nonchè registi di questo spettacolo. 
A me, che ho avuto l’ onore di conoscerli, piace immaginarmeli tranquilli seduti al tavolino di un bar di Taio, lui intento a sorseggiare l’ amaro, lei occupata a leggere le notizie di cronaca regionale sull’ Adige, quando ad un tratto entrambi si illuminano, si guardano negli occhi e si dicono una sola parola: Slow-theater.

Comunque, i due registi iniziano a progettare questa complicatissima macchina e a inserire i primi ingranaggi. Il loro intento è trasportare sul palco un racconto scritto dall’ autore nostrano Giacomo Sartori, intitolato per l’ appunto “Sacrificio”.
La storia è molto cruda, parla di quel Trentino che molti non sanno esista,e gli altri fanno volentieri finta di non vedere. Una storia che parla di giovani, di conflitti, di alcol, di droga, di tematiche ambientali e di pazzia. Quella pazzia che nasce dal gruppo di protagonisti, e viene covata fino a che non è sufficientemente forte da riuscire a sgretolarlo dall' interno, fino a farlo crollare definitivamente.

I due registi hanno poi setacciato il Trentino alla ricerca dei sette giovani più adatti alle parti dei protagonisti. Alle selezioni iniziali si sono presentati più di 200 ragazzi, e con molta calma e un percorso meticoloso sono diminuiti, e poi diminuiti ancora, fino a rimanere sette.
Gli stessi sette che, assieme a quattro aiutoregisti anch'essi selezionati accuratamente, a fine maggio hanno debuttato al teatro Cuminetti di Trento, e successivamente allo Stabile di Bolzano.

Ora si potrebbero dire molte cose su questo spettacolo.

Si potrebbe parlare del copione ambizioso, che si trova a metà strada tra una tragedia shakespiriana e una stesura per il cinema.

Si potrebbe parlare della scenografia, che fa vivere nello stesso istante tre ambienti diversi...oppure dell’ uso delle luci, che contribuiscono a rendere il tutto ancora più inquietante.

Si potrebbero citare i “big” Valeria Ciangottini e Pietro Biondi, che si sono messi in gioco in questa avventura nuova dando il loro contributo come attori ma anche come figure di supporto per i giovani e inesperti colleghi.

Tuttavia ritengo di dovermi (e volermi) soffermare soprattutto sui sette protagonisti di questo lavoro. Sto parlando di Marta, Diego, Katia, Frank, Anna, Roberto e Aldo,  interpretati da Barbara, Flavio, Daniela, Paolo, Valentina, Elia e Michele.
Ok, Elena e Jacopo hanno ritenuto che loro sono i più adatti al loro personaggio. Cinque di loro prima di Sacrificio non avevano mai avuto esperienze teatrali. Un piano suicida?
Magari anche, sicuramente si può dire che i registi hanno scommesso, hanno scommesso parecchio. Tuttavia ce l’ hanno fatta. Ma ce l’ hanno fatta anche i ragazzi. Sì, ho conosciuto anche loro, per brevi tratti abbiamo lavorato fianco a fianco. Cos’ hanno dovuto fare per mettere in scena lo spettacolo? Non hanno dovuto dimostrare a nessuno di essere diventati i nuovi Gasman, anzi. Tutto ciò che hanno dovuto fare è stato: diventare "brutti". 
Se sono stati scelti è perchè secondo le menti che drigevano il tutto, erano l' essere più simile al personaggio.
Però va detto che il personaggio ha vissuto una storia che loro grazie al cielo non hanno tra le loro esperienze, e loro hanno dovuto rendersi brutti, dare il peggio di loro per avvicinarsi il più possibile.

Nessuno dei protagonisti è positivo, e non c’è nulla di positivo in questi ragazzi: Marta è succube della sua stessa vita, che le sfugge dalle mani come un’ anguilla. Ha una forza che non riesce ad esprimere, una voce che non riesce a far prevalere su quella degli altri anche se forse qualcosa da dire lo avrebbe, si butta via da sola, assieme al suo amore combattuto per suo cugino (o fratello?), al suo lavoro fallimentare, e alla sua relazione “di merda” come lei stessa la definisce.
Diego è la sintesi del fallimento. Guardiaparco, rispettoso delle regole, maniaco moralista. A cosa gli serve essere diventato un chirichetto? Assolutamente a nulla, è la pecora nera della famiglia, sbeffeggiato dal padre e dal fratello bracconieri, costretto ad aiutarli a macinare carne di cui Dio solo sa la provenienza. Ama e sposa una donnna che lo ritiene un idiota e lo porterà alla rovina. Cieco e cocciuto come un somaro, ha un ego troppo grande per rendersi conto di quanto ogni sua decisione sia una cazzata.
Katia è matta come un cavallo, è la malattia, la piaga che porterà quel gruppo di amici alla rovina, e lo fa perchè è una follia comandata dalla cattiveria pura. Ma anche questa cattiveria non è altro che la risposta ad un susseguirsi di sfortunati eventi.
Frank sotto un certo punto di vista è molto più avanti degli altri, ragiona, inquadra le cose, capisce come va il Mondo. Ma rovina tutto questo il fatto che odia tutto e tutti, è un fuorilegge, si prende tutto quel che vuole, e nonostante ciò ancora non è contento.
Chi, volendo, portebbe essere utile, almeno un poco, sono Roberto e Anna, quelli un attimo più ragionevoli. Peccato che siano troppo pigri, poco carismatici e privi di iniziativa. E infatti all’ interno degli intrecci e delle vicende che si creano risultano totalmente inutili, dei simpatici soprammobili.

Per questo, proprio perchè ho conosciuto personalmente gli attori che li devono interpretare, comprendo quanto abbiano dovuto  violentarsi sotto tutti i punti di vista per raggiungere lo strabiliante obiettivo ottenuto. Non mi stupisce, al termine della Prima, aver visto una delle attrici in lacrime.

Uno spettacolo così un po’ di amaro lo lascia alla fine della serata. La tensione regna sovrana anche nei momenti di calma apparente. Ogni ingrediente della ricetta contribuisce a rendere la visione molto suggestiva.

Forse da questa esperienza non nasceranno nuovi Divi del teatro, qualche maligno potrebbe anche dire che se ne poteva fare a meno, ma io davanti allo sforzo di questi giovani che hanno avuto il coraggio di buttarsi nel buio, e dei registi che sono riusciti ad afferrarli al volo, non posso che alzarmi in piedi ed applaudire più forte che posso.

Z.S.

venerdì 4 ottobre 2013

VIVALOSHOW n.1-Romeo e Giulietta-Ama e cambia il Mondo


Era da un po’ che volevo osare e recensire qualche spettacolo, ma l’ indecisione su quale potesse essere la vittima sacrificale con cui incominciare mi ha sempre bloccato. L’ occasione però mi è piovuta in testa quasi da sola.

Mercoledì 2 e giovedì 3 ottobre ha debuttato nientemeno che all’ Arena di Verona “Romeo e Giulietta-ama e cambia il Mondo”, con la regia di Giuliano Peparini.

Il genere potrebbe definirsi a metà strada tra il Musical e l’ Opera Moderna, genere esploso con la famosissima Notre Dame de Paris. Bene, io non ho potuto essere a Verona, però ho visto con molto interesse la diretta trasmessa da Rai due ieri sera, giovedì 3 settembre.

Devo ammettere, da semplice spettatore, ero molto perplesso. Perchè spingersi nel fare un’ altra versione di questa storia, conosciuta e rivista in tutti i modi? Ma soprattutto, perchè pochi anni dopo “Giulietta e Romeo” l’ opera musicata da Cocciante in scia proprio a Notre Dame?

Beh, devo dare atto che ho dovuto ricredermi. Il cast aveva un compito arduo, rischiava di diventare una macchietta, e non era certo un cast col quale andare sul sicuro. Insomma, c’erano i nomi navigati nell’ ambiente (ad esempio Barbara Cola, Leonardo di Minno, Roberta Faccani, fino all’ eterno e fantastico Vittorio Matteucci), ma vi sono anche persone sicuramente nuove, non conosciute e dalle qualità non così manifeste. A partire dai giovani innamorati Romeo e Giulietta alias Davide Merlini, giunto alla ribalta grazie ad X Factor, e Giulia Luzi, più nota come “la Jolanda” della serie tv I Cesaroni, passando anche per Amici, dal quale è giunto il giovane Paride-Nicolò Noto.

Ora, con queste premesse, vista anche l’ ambiziosità del progetto, la domanda maligna nasce spontanea: scommessa o semplicemente trovata “ruffiana” di marketing? La verità potrebbe stare anche nel mezzo...

Ma veniamo allo spettacolo: due aspetti  saltano subito agli occhi, e alle orecchie.

In primis qui gli attori recitano, oltre che cantare. Non è così scontato, i precedenti trasmessi in tv mostravano solo musica musica ed ancora musica.
E mi sia permesso che non è male talvolta sentire anche delle parole non intonate.

Il secondo aspetto è sicuramente la scenografia: esiste? Non esiste? Chi può dirlo! Il lavoro tecnologico mi lascia piacevolmente colpito.



Ma in sè la forza di questo lavoro sta nel fatto che, rispetto  a tutti quelli che l’ hanno preceduto, è decisamente più leggero, più pop lo definirei, ecco. Quindi nulla da dire su chi, prima di cantarle, le ha scritte queste musiche.

Detto questo, spulciamo ogni particolare:

La recitazione? Beh, il povero Davide non è un attore e si sente. Lavoro ce n'è quanto si vuole, ma il ragazzo si è impegnato. D’ altro canto nessun Graziano Galatone o Giò di Tonno è nato imparato, no? Lavoriamo e un giorno arriveremo da qualche parte...
Nota: bravo chi ha scelto i personaggi. Sono giovani? e facciamoli fare ai giovani! Non come nell' opera classica, dove la parte della fanciulla la fa la vetusta solo perchè è la prima attrice

Il corpo di ballo? Non se n'è abusato quando c'erano tanti ballerini in scena. Non ne ho sentito la mancanza quando non c'erano. Mi sembra siano stati dosati al punto giusto, no?

I cantanti? Da profano io ritengo che i Merlini-Luzi siano una delle coppie meglio costruite degli ultimi anni in questo ambiente. Dovrebbero fare duetti più spesso nella vita!!
E personalmente mi levo il cappello di fronte anche a tutti i momenti corali. Solo una parola per descrivere quel che ne penso: WOW


La canzone più bella? “A quale stella, a quale Dio devo il suo candido cuore?  Si compia il sogno in fretta, di Romeo e Giuletta...” sarò un romantico inguaribile, ma sono costretto a mettere al top il duetto dei giovani protagonisti della celeberrima scena del balcone (anche se il balcone, ahimè, non c’è)

Il momento più struggente? La morte? La ri-morte? Il duello? No, no, no, no. Io do il mio voto alla commovente canzone del padre di Giulietta, il “mitticoooooo” Vittorio Matteucci. Sarà che quell’ uomo potrebbe cantare persino l’ elenco del telefono coi rutti e io lo osannerei comunque, sarà che si strugge a cantare l’ amore per la figlia nonostante pochi secondi prima la trascinasse per un braccio per tutto il palco urlandole “Impiccati puttanella!” però quel momento aveva una marcia in più.

La paraculata? Ogni show ha un momento di grande paraculata per quanto mi riguarda, questo si esprime al meglio alla fine, in cui le due famiglie si ritrovano nel dolore in un  momento di riflessione che sfocia in un “basta ostilità, volemmose bene”

Il personaggio “più”? Decisamente il Principe di Verona, all’ anagrafe Leonardo di Minno. Forse non tutti ricorderanno, ma anche lui esce dalla scuola più famosa della televisione italiana. Perchè è lui il personaggio “più”? Perchè io ammiro nelle opere di questo tipo coloro che hanno carisma e palle, oltre che una voce della Madonna, perchè vorrei essere come loro. Per Diana!!


Infine mi sia permesso di far notare che c’è stato qualche simbolismo a mio avviso di troppo. Tornando alla fine dell’ opera, Montecchi e Capuleti si ritrovano in un “non siamo più rossi, non siamo più blu, siamo tutti bianchi, veniamo a piangerci reciprocamente sulla spalla”. Non so se ho reso l’ idea, ma questa è l’ impressione che ha dato a me questa cosa. E mi sono chiesto: ma era necessario?

Vorrei anche recriminare sull’ imparzialità della regia in certe occasioni. Ad esempio Mercuzio muore. Ok, ma dopo essere stato pugnalato arriva a farsi una chiacchierata coi suoi amici, cantare una canzone, sbaciucchiarsi con Romeo e maledire tutti. Invece, quando muore Tebaldo? “Muori!!” ZAC pugnalata, STOTONF e Tebaldo cade a terra stecchito.


Comunque, a parte queste idiozie, sono contento di ciò che ho visto. E sono contento che ieri proprio Verona si sia alzata in piedi a celebrare i “suoi” Romeo e Giulietta.

E per chi in futuro volesse perdersi in questa storia per un paio d’ ore (cosa che consiglio caldamente)...buona visione.
Z.S.

venerdì 12 luglio 2013

UNA "CASCATA" DI STUDENTI

Rieccoci, compariamo un' altra volta su questa pagina prima di scomparire nel nulla per qualche altro mese. Oggi vorrei parlare di una esperienza che ho vissuto qualche mese fa, e sinceramente non so per quale motivo non ne ho parlato prima....
Dunque, tutto ebbe inizio verso metà novembre quando uno studente del Liceo dove ho studiato fino al 2010 pure io mi chiama, per dirmi che nessun professore ha avuto la grazia di organizzare quest' anno nella loro scuola il solito laboratorio teatrale, ma non solo. Mi dice anche che la preside ha accettato la proposta degli studenti di affidare a me il corso quest' anno. Io devo pensarci....circa tre secondi prima di accettare.
Nei giorni successivi si sbriga la questione burocratica, parlare con la beneamata preside, firmare il contratto, parlare col professore che supervisionerà il lavoro. Incredibile, malgrado i mille dubbi che mi hanno preso all' improvviso (uno: per quanto sia lusingato della stima che hanno gli studenti, non ho sufficiente esperienza per fare quello che mi viene chiesto, due: conosco gli studenti che avrei dovuto gestire, e molti a mio avviso sono decisamente poco gestibili, figuriamoci se si lasciano dire qualcosa da me!), sono riuscito a trovare un lavoro. Non solo, il mio lavoro è quello che ho sempre sognato. Lavorare con degli studenti e fare il regista!!

Beh, il tempo per esaltarsi è poco, perchè presto mi si presenta davanti il primo problema, procurarmi un testo. E la ricerca non è facile, ma alla fine ne trovo uno che potrebbe andare...o meglio lo trova il mio amico studente "di prima". Una commedia, che parla di suore, orfane e perizomi. Sì, una cosa decisamente poco consona per una scuola. Mi piace, lo facciamo. E mi piace ancora di più nel momento in cui scopro che la professoressa che regge tutto il macchinone dello spettacolo (oltre alla performance teatrale ne sono state preparate altre 17) è una insegnante di religione.
Ma la scelta mi porta immancabilmente ad un altro problema: il taglio del copione. Mi dedica parecchio tempo, arrivo ad avere una versione sufficientemente tagliata e allo stesso tempo convincente solo a gennaio.

Ma il tempo da qui a gennaio come lo occupiamo? Sì, perchè il 22 novembre il corso inizia, e come lo risolviamo questo terzo problema? Beh, lo aggiriamo abbastanza facilmente. Gli studenti devono lasciarmi il tempo di conoscerli, di capire quale studente è più adatto a quale parte (perchè decido io anche questo) e quindi occupo le prime lezioni facendo fare ai "miei" attori dei giochetti simpatici, che io stesso ho imparato negli anni dai miei insegnanti. Un po' per occuparli, un po' per metterli alla prova.
Nel frattempo mi assale il dubbio: che fare con le parti? Do quelle principali a chi mi ispira più fiducia, e faccio venire uno spettacolo sinceramente inguardabile? O la rischio, dando quelle parti alle persone più adatte ad interpretarle, ma che in fondo tutta questa fiducia non me la danno? Decido di rischiare (o meglio rischio fino ad un certo punto) e così facendo assegno le parti ai giovincelli!

Da gennaio si cambia registro, iniziamo a montare le scene. Ne sarò in grado? Beh mi pare di sì. Chi sembra non esserne in grado sono gli studenti.Oh, Dio solo sa quanto perdo la testa nel momento in cui scopro che solo in due hanno stampato il copione che ho inviato loro via mail.
Mi arrabbio ancora di più quando vedo che certe persone a un mese dall' inizio del montaggio non riescono a migliorare. E ancora di più mi arrabbio nel vedere che non sanno le loro battute ad un mese dalla messa in scena.

A questi ordinari problemi che si erano preventivati si aggiungono i cosiddetti imprevisti: può accadere che un' attrice lasci il gruppo improvvisamente e debba essere trovata una sostituta. Che grazie al cielo troviamo sguinzagliando per l' ennesima volta il nostro studente tuttofare (su mia precisa indicazione ovviamente). E quella fu a mio avviso una scelta decisamente felice, nessuno era più adatto a quella parte che la sostituta.

Comunque non sono qui a dire che sono stati mesi di pura angoscia. Certo la mia preoccupazione nel vedere che le battute non entravano nella zuccaccia dei ragazzi cresceva, ma insomma stiamo parlando di studenti. Nulla a che vedere con le sorprendenti soddisfazioni che mi hanno dato: ad esempio ho dovuto ricredermi su coloro a cui ho dato fiducia anche se con la ferma convinzione che era un grande rischio, che si sono impegnati ben più delle mie aspettative. Frasi del tipo "Ma che mi è staltato in testa?" sostituite ben presto da più ottimistici "Ma che bravi!!"
Per non parlare degli abiti da suora che una ragazza ha fatto fabbricare. Era un piacere guardare lo show solo per quei costumi.
Poi mai avrei immaginato che i miei sottoposti mi ascoltassero per davvero. Io dicevo loro "Fai così" e loro lo facevano. Certo, magari non alla prima prova, magari alla seconda, magari alla dodicesima, ma prima o poi lo facevano. Queste, non sembra, ma sono soddisfazioni.
Montare l' inizio, pure quello è stato parecchio divertente. Immaginate la scena: un convento, delle suore e delle fanciulle che ripongono degli stracci in un baule, quando all' improvviso parte una canzone, tratta direttamente dal musical "Sister act", giusto per restare in tema. E allora si vedono questi pinguini che saltellano da una parte all' altra, scatenati, presi dal ritmo. Sì, decisamente una delle mie intuizioni migliori, resa al meglio da quelle sgallettate fenomenali delle mie attrici.

Bene, il tempo da gennaio a maggio galoppa, noi ci ritroviamo a ridosso dello spettacolo e ancora non abbiamo fatto una filata come si deve, gli studenti iniziano a preoccuparmi.

Il trenta maggio ormai è qui, a questo punto io sono nella paranoia più totale, oltre che dei giovani devo occuparmi alla grande della scenografia, delle luci (anzi, grazie infinite al supporto fondamentale del buon Piero!) e tenere a bada i miei istinti omicidi che prendono sempre più forma nella mia mente malata (brutta gente gli insegnanti, ve lo dico io)

Comunque il 29 ci sono le prove generali in teatro. Per la prima volta dopo aver passato quattro anni da attore, e dopo aver comunque fatto altre cose, per la prima volta posso dire di essere un tantino agitato. E la gente che incontro per le quinte ha anche il coraggio di chiedermelo "Ma Stefano, sarai mica agitato?" ma che diamine, siete scemi? Mi sembra ovvio che sono agitato, non dovrei? Mi hanno appioppato la responsabilità di un gruppo di adolescenti, io voglio che siano orgogliosi di quello che stanno facendo. Per questo voglio che facciano le cose per bene.
Ma gli studenti iniziano ad essere preoccupati a loro volta, basti pensare che una povera ragazza si è messa a piangere per l' agitazione.

"Beh al diavolo, vi ho maziati per mesi, ora pensate a divertirvi su quel palco" è l' unica cosa che mi sento di dire.

30 maggio: lo show inizia. Io sono dietro le quinte a due passi dal palco, e mi sbraccio per dare indicazioni, anche qui. Davanti agli occhi ho mesi di prove che, diciamolo, potevano andare meglio. E invece mentre i miei ragazzi recitano, tra la concentrazione, i fari, il pubblico che continua a ridere, una caduta involontaria ma molto d' effetto, beh, io solo una cosa penso "Ma perchè queste teste di cavolo invece di recitare così anche in prova mi hanno fatto perdere anni di vita a disperarmi?" Beh se a fine mattinata sono molto soddisfatto, a fine serata posso dire di essere orgoglioso dei miei ragazzi...e un poco anche di me.

Oggi è passato più di un mese da allora, e io comincio ad avere una certa nostalgia. Sarà che è arrivata l'estate decisamente più monotona e meno frenetica. Sarà che, tornato al mio ruolo di attore, mi manca il fatto di essere io il capo, oltre al dilemma che dopo essere stato regista per qualcun altro sono diventato ancora più critico verso il "me attore".
O forse sarà che comunque le persone con cui ho lavorato in questi anni a scuola sono sempre le stesse, e alla fine, anche se con molte ci si vede solo per quelle due ore a settimana, si finisce col diventare una specie di famiglia.
E da questa famiglia quest' anno oltretutto ci hanno lasciato tre pilastri: tre ragazze "in gambissima", oltre che le tre attrici di cui sinceramente io mi fidavo di più. Ah, già, ci ha lasciati anche la mia assistente di regia, come potevo scordarmi di lei? Sì insomma non è che è rimasta tanta gente al momento.

E allora mi viene naturale pensare ai tanti amici che sono passati di qui, a come questo gruppo sia cambiato dalla prima volta che ci ho messo piede nel lontano 2007, e a quanto anche quest' anno si sia preso un bello scossone. Ma in fondo nulla dura per sempre, l' importante è conservare un bel ricordo. Ce l' avranno le tre ormai ex-attrici? Beh in tal caso potrò dire di aver fatto un buon lavoro.
In ogni caso quello teatrale è un Mondo più piccolo del previsto, se decideranno di restarci le nostre strade si incroceranno di nuovo.

E l' anno prossimo? Chi ci sarà? Chi porterà avanti la tradizione dell' "spettacolo di fine anno" al Liceo? Io ci sarò ancora? Mah, lo scopriremo solo vivendo...

Z.S.

lunedì 4 febbraio 2013

All you need is...

Non ho avuto modo di scrivere su questo blog nulla fino ad adesso, un po' per mancanza di tempo, un po' perchè non sapevo cosa dire. Ora ho trovato una storia che merita di essere raccontata. La storia di un giovane che voleva fare l' attore.
Tutto ha inizio nell' estate del 2011, quando questo giovane, girando in internet si imbatte in un "evento": una compagnia amatoriale del Trentino tiene dei casting per uno spettacolo musicale. Lui prende contatto, gli viene fissato un appuntamento con le registe il 15 settembre. Lui non sa cantare quindi viene subito avvertito che finirà a fare parte del "corpo di ballo" (per quanto non sia ferratissimo neanche in quel settore), ma la cosa gli piace. Il gruppo si riunisce per la prima volta due settimane dopo, il 29 settembre, e lui viene a conoscenza del fatto che è un gran bel gruppo, gli piace sin da subito.
I mesi successivi sono un po' difficili per questo giovane, deve imparare dei passetti di danza, prima di questo deve imparare a smuovere quella schiena che è un manico di scopa.....e nel frattempo magari deve provare a socializzare con gli altri. Certo all' inizio non è facilissimo, lui appena diciannovenne deve misurarsi con un gruppo molto più adulto di lui, ma col tempo tutto si può.
Nel frattempo lo spettacolo cresce.
Ha avuto poche possibilità in realtà di mostrarsi per quello che è il suo potenziale, ma è veramente uno spettacolo fantastico: amore, amicizia, pacifisti, infermiere sexy....il tutto con sullo sfondo una band dal vivo che fa rivivere gli immortali pezzi di una delle band più famose del Mondo. Questo ragazzo ama questo spettacolo. Da quando aveva iniziato a recitare aveva giurato a sè stesso che un giorno avrebbe preso parte ad uno show del genere, e finalmente la promessa era stata mantenuta. Non solo, era convinto di essere entrato a far parte di uno dei progetti più belli in assoluto del panorama trentino.
Che ne sarà quindi di questo bellissimo progetto? Assolutamente nulla.
Non c'è più.
Govedì scorso, 31 gennaio 2013, a malincuore si è deciso di terminare anzitempo la sua breve vita. Non è sembrato il caso di arrivare a farlo contro voglia, gli affezionati attori hanno deciso che è meglio conservare un buon rcordo.
E quel ragazzo da quel giorno si è depresso incredibilmente tanto. Non ha mai amato gli addii, e questo è stato un duro colpo per lui.
Però insomma, tutto ciò vuol dire che l' anno passato tra quelle persone non è stato brutto, certo è finito, ma non va dimenticato. Quel ragazzo, un pochetto più cresciuto, sente di aver passato un periodo bellissimo, in una specie di famiglia.
Insomma, anche le migliori storie d' amore finiscono, ma anzichè finirle col rimorso o con delle inutili polemiche, il giovane "ballerino" vorrebbe solo dire ai suoi compagni di viaggio, una cosa semplice semplice:
GRAZIE, finché è durata.....


Z.S.