Una cascata di sorelle

Una cascata di sorelle
(grazie a Maria per il lavoro svolto)

lunedì 7 ottobre 2013

VIVALOSHOW n.2-Sacrificio



Oggi parlerò di uno spettacolo che ha fatto molto discutere nella mia Regione.
Sacrificio” è una rappresentazione nuova sotto molti punti di vista.
Come progetto viene concepito moltissimo tempo fa, nelle menti di Jacopo Laurino ed Elena Galvani, i giovani ideatori di questo nuovo modo di fare teatro chiamato SLOW-THEATER, nonchè registi di questo spettacolo. 
A me, che ho avuto l’ onore di conoscerli, piace immaginarmeli tranquilli seduti al tavolino di un bar di Taio, lui intento a sorseggiare l’ amaro, lei occupata a leggere le notizie di cronaca regionale sull’ Adige, quando ad un tratto entrambi si illuminano, si guardano negli occhi e si dicono una sola parola: Slow-theater.

Comunque, i due registi iniziano a progettare questa complicatissima macchina e a inserire i primi ingranaggi. Il loro intento è trasportare sul palco un racconto scritto dall’ autore nostrano Giacomo Sartori, intitolato per l’ appunto “Sacrificio”.
La storia è molto cruda, parla di quel Trentino che molti non sanno esista,e gli altri fanno volentieri finta di non vedere. Una storia che parla di giovani, di conflitti, di alcol, di droga, di tematiche ambientali e di pazzia. Quella pazzia che nasce dal gruppo di protagonisti, e viene covata fino a che non è sufficientemente forte da riuscire a sgretolarlo dall' interno, fino a farlo crollare definitivamente.

I due registi hanno poi setacciato il Trentino alla ricerca dei sette giovani più adatti alle parti dei protagonisti. Alle selezioni iniziali si sono presentati più di 200 ragazzi, e con molta calma e un percorso meticoloso sono diminuiti, e poi diminuiti ancora, fino a rimanere sette.
Gli stessi sette che, assieme a quattro aiutoregisti anch'essi selezionati accuratamente, a fine maggio hanno debuttato al teatro Cuminetti di Trento, e successivamente allo Stabile di Bolzano.

Ora si potrebbero dire molte cose su questo spettacolo.

Si potrebbe parlare del copione ambizioso, che si trova a metà strada tra una tragedia shakespiriana e una stesura per il cinema.

Si potrebbe parlare della scenografia, che fa vivere nello stesso istante tre ambienti diversi...oppure dell’ uso delle luci, che contribuiscono a rendere il tutto ancora più inquietante.

Si potrebbero citare i “big” Valeria Ciangottini e Pietro Biondi, che si sono messi in gioco in questa avventura nuova dando il loro contributo come attori ma anche come figure di supporto per i giovani e inesperti colleghi.

Tuttavia ritengo di dovermi (e volermi) soffermare soprattutto sui sette protagonisti di questo lavoro. Sto parlando di Marta, Diego, Katia, Frank, Anna, Roberto e Aldo,  interpretati da Barbara, Flavio, Daniela, Paolo, Valentina, Elia e Michele.
Ok, Elena e Jacopo hanno ritenuto che loro sono i più adatti al loro personaggio. Cinque di loro prima di Sacrificio non avevano mai avuto esperienze teatrali. Un piano suicida?
Magari anche, sicuramente si può dire che i registi hanno scommesso, hanno scommesso parecchio. Tuttavia ce l’ hanno fatta. Ma ce l’ hanno fatta anche i ragazzi. Sì, ho conosciuto anche loro, per brevi tratti abbiamo lavorato fianco a fianco. Cos’ hanno dovuto fare per mettere in scena lo spettacolo? Non hanno dovuto dimostrare a nessuno di essere diventati i nuovi Gasman, anzi. Tutto ciò che hanno dovuto fare è stato: diventare "brutti". 
Se sono stati scelti è perchè secondo le menti che drigevano il tutto, erano l' essere più simile al personaggio.
Però va detto che il personaggio ha vissuto una storia che loro grazie al cielo non hanno tra le loro esperienze, e loro hanno dovuto rendersi brutti, dare il peggio di loro per avvicinarsi il più possibile.

Nessuno dei protagonisti è positivo, e non c’è nulla di positivo in questi ragazzi: Marta è succube della sua stessa vita, che le sfugge dalle mani come un’ anguilla. Ha una forza che non riesce ad esprimere, una voce che non riesce a far prevalere su quella degli altri anche se forse qualcosa da dire lo avrebbe, si butta via da sola, assieme al suo amore combattuto per suo cugino (o fratello?), al suo lavoro fallimentare, e alla sua relazione “di merda” come lei stessa la definisce.
Diego è la sintesi del fallimento. Guardiaparco, rispettoso delle regole, maniaco moralista. A cosa gli serve essere diventato un chirichetto? Assolutamente a nulla, è la pecora nera della famiglia, sbeffeggiato dal padre e dal fratello bracconieri, costretto ad aiutarli a macinare carne di cui Dio solo sa la provenienza. Ama e sposa una donnna che lo ritiene un idiota e lo porterà alla rovina. Cieco e cocciuto come un somaro, ha un ego troppo grande per rendersi conto di quanto ogni sua decisione sia una cazzata.
Katia è matta come un cavallo, è la malattia, la piaga che porterà quel gruppo di amici alla rovina, e lo fa perchè è una follia comandata dalla cattiveria pura. Ma anche questa cattiveria non è altro che la risposta ad un susseguirsi di sfortunati eventi.
Frank sotto un certo punto di vista è molto più avanti degli altri, ragiona, inquadra le cose, capisce come va il Mondo. Ma rovina tutto questo il fatto che odia tutto e tutti, è un fuorilegge, si prende tutto quel che vuole, e nonostante ciò ancora non è contento.
Chi, volendo, portebbe essere utile, almeno un poco, sono Roberto e Anna, quelli un attimo più ragionevoli. Peccato che siano troppo pigri, poco carismatici e privi di iniziativa. E infatti all’ interno degli intrecci e delle vicende che si creano risultano totalmente inutili, dei simpatici soprammobili.

Per questo, proprio perchè ho conosciuto personalmente gli attori che li devono interpretare, comprendo quanto abbiano dovuto  violentarsi sotto tutti i punti di vista per raggiungere lo strabiliante obiettivo ottenuto. Non mi stupisce, al termine della Prima, aver visto una delle attrici in lacrime.

Uno spettacolo così un po’ di amaro lo lascia alla fine della serata. La tensione regna sovrana anche nei momenti di calma apparente. Ogni ingrediente della ricetta contribuisce a rendere la visione molto suggestiva.

Forse da questa esperienza non nasceranno nuovi Divi del teatro, qualche maligno potrebbe anche dire che se ne poteva fare a meno, ma io davanti allo sforzo di questi giovani che hanno avuto il coraggio di buttarsi nel buio, e dei registi che sono riusciti ad afferrarli al volo, non posso che alzarmi in piedi ed applaudire più forte che posso.

Z.S.

venerdì 4 ottobre 2013

VIVALOSHOW n.1-Romeo e Giulietta-Ama e cambia il Mondo


Era da un po’ che volevo osare e recensire qualche spettacolo, ma l’ indecisione su quale potesse essere la vittima sacrificale con cui incominciare mi ha sempre bloccato. L’ occasione però mi è piovuta in testa quasi da sola.

Mercoledì 2 e giovedì 3 ottobre ha debuttato nientemeno che all’ Arena di Verona “Romeo e Giulietta-ama e cambia il Mondo”, con la regia di Giuliano Peparini.

Il genere potrebbe definirsi a metà strada tra il Musical e l’ Opera Moderna, genere esploso con la famosissima Notre Dame de Paris. Bene, io non ho potuto essere a Verona, però ho visto con molto interesse la diretta trasmessa da Rai due ieri sera, giovedì 3 settembre.

Devo ammettere, da semplice spettatore, ero molto perplesso. Perchè spingersi nel fare un’ altra versione di questa storia, conosciuta e rivista in tutti i modi? Ma soprattutto, perchè pochi anni dopo “Giulietta e Romeo” l’ opera musicata da Cocciante in scia proprio a Notre Dame?

Beh, devo dare atto che ho dovuto ricredermi. Il cast aveva un compito arduo, rischiava di diventare una macchietta, e non era certo un cast col quale andare sul sicuro. Insomma, c’erano i nomi navigati nell’ ambiente (ad esempio Barbara Cola, Leonardo di Minno, Roberta Faccani, fino all’ eterno e fantastico Vittorio Matteucci), ma vi sono anche persone sicuramente nuove, non conosciute e dalle qualità non così manifeste. A partire dai giovani innamorati Romeo e Giulietta alias Davide Merlini, giunto alla ribalta grazie ad X Factor, e Giulia Luzi, più nota come “la Jolanda” della serie tv I Cesaroni, passando anche per Amici, dal quale è giunto il giovane Paride-Nicolò Noto.

Ora, con queste premesse, vista anche l’ ambiziosità del progetto, la domanda maligna nasce spontanea: scommessa o semplicemente trovata “ruffiana” di marketing? La verità potrebbe stare anche nel mezzo...

Ma veniamo allo spettacolo: due aspetti  saltano subito agli occhi, e alle orecchie.

In primis qui gli attori recitano, oltre che cantare. Non è così scontato, i precedenti trasmessi in tv mostravano solo musica musica ed ancora musica.
E mi sia permesso che non è male talvolta sentire anche delle parole non intonate.

Il secondo aspetto è sicuramente la scenografia: esiste? Non esiste? Chi può dirlo! Il lavoro tecnologico mi lascia piacevolmente colpito.



Ma in sè la forza di questo lavoro sta nel fatto che, rispetto  a tutti quelli che l’ hanno preceduto, è decisamente più leggero, più pop lo definirei, ecco. Quindi nulla da dire su chi, prima di cantarle, le ha scritte queste musiche.

Detto questo, spulciamo ogni particolare:

La recitazione? Beh, il povero Davide non è un attore e si sente. Lavoro ce n'è quanto si vuole, ma il ragazzo si è impegnato. D’ altro canto nessun Graziano Galatone o Giò di Tonno è nato imparato, no? Lavoriamo e un giorno arriveremo da qualche parte...
Nota: bravo chi ha scelto i personaggi. Sono giovani? e facciamoli fare ai giovani! Non come nell' opera classica, dove la parte della fanciulla la fa la vetusta solo perchè è la prima attrice

Il corpo di ballo? Non se n'è abusato quando c'erano tanti ballerini in scena. Non ne ho sentito la mancanza quando non c'erano. Mi sembra siano stati dosati al punto giusto, no?

I cantanti? Da profano io ritengo che i Merlini-Luzi siano una delle coppie meglio costruite degli ultimi anni in questo ambiente. Dovrebbero fare duetti più spesso nella vita!!
E personalmente mi levo il cappello di fronte anche a tutti i momenti corali. Solo una parola per descrivere quel che ne penso: WOW


La canzone più bella? “A quale stella, a quale Dio devo il suo candido cuore?  Si compia il sogno in fretta, di Romeo e Giuletta...” sarò un romantico inguaribile, ma sono costretto a mettere al top il duetto dei giovani protagonisti della celeberrima scena del balcone (anche se il balcone, ahimè, non c’è)

Il momento più struggente? La morte? La ri-morte? Il duello? No, no, no, no. Io do il mio voto alla commovente canzone del padre di Giulietta, il “mitticoooooo” Vittorio Matteucci. Sarà che quell’ uomo potrebbe cantare persino l’ elenco del telefono coi rutti e io lo osannerei comunque, sarà che si strugge a cantare l’ amore per la figlia nonostante pochi secondi prima la trascinasse per un braccio per tutto il palco urlandole “Impiccati puttanella!” però quel momento aveva una marcia in più.

La paraculata? Ogni show ha un momento di grande paraculata per quanto mi riguarda, questo si esprime al meglio alla fine, in cui le due famiglie si ritrovano nel dolore in un  momento di riflessione che sfocia in un “basta ostilità, volemmose bene”

Il personaggio “più”? Decisamente il Principe di Verona, all’ anagrafe Leonardo di Minno. Forse non tutti ricorderanno, ma anche lui esce dalla scuola più famosa della televisione italiana. Perchè è lui il personaggio “più”? Perchè io ammiro nelle opere di questo tipo coloro che hanno carisma e palle, oltre che una voce della Madonna, perchè vorrei essere come loro. Per Diana!!


Infine mi sia permesso di far notare che c’è stato qualche simbolismo a mio avviso di troppo. Tornando alla fine dell’ opera, Montecchi e Capuleti si ritrovano in un “non siamo più rossi, non siamo più blu, siamo tutti bianchi, veniamo a piangerci reciprocamente sulla spalla”. Non so se ho reso l’ idea, ma questa è l’ impressione che ha dato a me questa cosa. E mi sono chiesto: ma era necessario?

Vorrei anche recriminare sull’ imparzialità della regia in certe occasioni. Ad esempio Mercuzio muore. Ok, ma dopo essere stato pugnalato arriva a farsi una chiacchierata coi suoi amici, cantare una canzone, sbaciucchiarsi con Romeo e maledire tutti. Invece, quando muore Tebaldo? “Muori!!” ZAC pugnalata, STOTONF e Tebaldo cade a terra stecchito.


Comunque, a parte queste idiozie, sono contento di ciò che ho visto. E sono contento che ieri proprio Verona si sia alzata in piedi a celebrare i “suoi” Romeo e Giulietta.

E per chi in futuro volesse perdersi in questa storia per un paio d’ ore (cosa che consiglio caldamente)...buona visione.
Z.S.

giovedì 5 settembre 2013

RIMEMBRANZE DI FINE ESTATE

05-09-13


L’ estate sta finendo, e un anno se ne va” cantavano i Righeira. Era il1985, altri tempi potremmo dire. Ma per questa frase il significato ad oggi è attualissimo. Infatti siamo arrivati a settembre e, sembra impossibile, dalle mie parti l’estate se n’è andata nel preciso istante in cui si è iniziato a vociferare che stesse terminando. 
Con questo clima decisamente poco estivo mi metto allora a tracciare un bilancio dei momenti salienti della stagione che si appresta a concludersi anzitempo.
E, seppure la classifica è orfana di alcuni momenti che ho preferito tralasciare, posso così sintetizzare la mia estate:
- ho avuto la fortuna di vedere per la prima volta le bellezze della Calabria;
- sommo gaudio nello scoprire che McDonald’s si è attrezzato per la preparazione di panini senza glutine;
- ho conosciuto la ragazza della mia vita, e forse dovrei decidermi a farglielo sapere...naaaaa;
- sono passato dall’ avere un cognato ad averne tre in un battito di ciglio;
- la “famiglia” si è ulteriormente allargata grazie all’ arrivo di otto adorabili polletti;
- la notte di San Lorenzo di quest’ anno sarà ricordata come quella in cui finalmente ho visto una miriade di stelle cadenti ;
- ho rovinato una serata che poteva essere mooolto calda per un gruppetto di adolescenti, smascherando i loro piani lussuriosi;
- ho preso parte al mio primo spettacolo all’ aperto;
- ho posto le basi per mettere a cantiere la mia seconda fatica da regista.

Una volta fatto questo ho pensato a cosa ha riservato questa estate all’ Italia, e poi al Mondo. E credo di poter sintetizzare il tutto secondo il mio punto di vista in questa maniera.

IN ITALIA
L’ avvenimento più importante? Nel bene e nel male sicuramente è stata la condanna in via definitiva di un noto personaggio, ex premier,  nonchè senatore, presidente di un partito politico, di una squadra di calcio e capo di un sacco di emittenti televisive italiane e spagnole. Merita di essere menzionato come evento dell’ estate italiana solo per il tantissimo parlare che si è fatto attorno alla vicenda (forse troppo?)

Altro avvenimento molto importante, notizia fresca fresca di gazzettino ufficiale, il nostro beneamato Governo, tra una toga e una decadenza politica, per sbaglio emette nuove leggi. Questa volta, probabilmente all’ insaputa dei Ministri stessi, è stata mandata anzitempo in pensione la tanto odiata tassa Imu, a favore della nuova Service Tax.....impressione personale: perchè lamentarci tanto delle inculate dei nostri vicini, quando non ci accorgiamo dell’ enorme trave che sta raggiungendo a gran velocità le nostre natiche?

Ultima notizia di politica, fatto recentissimo, il PR, visto che ultimamente si sono liberati parecchi posti, ha nominato quattro nuovi senatori a vita: Renzo Piano, Elena Cattaneo, Carlo Rubbia e Claudio Abbado

Altra notizia fresca di stampa ci giunge dal Mondo del Cinema: Christian De Sica, con un inequivocabile gesto dell' ombrello ai danni di Aurelio de Lairentis, annuncia l’ addio al cinepanettone a partire dal 2014. Dall’ anno prossimo anche per lui sarà un Natale di magra....

Musica: esplode il fenomeno dei rapper secosisipossonochiamare; infatti, dopo Moreno re di Amici, Clementino vince il remake del Festivalbar, ma citiamo anche le ottime prestazioni di Emis Killa, Fedez e Guè Pequeno.
Altra notizia di musica: Max Pezzali è anche un discreto conduttore televisivo.

Sport: il Sassuolo vince il trofeo dell’ estate per eccellenza, ovvero il Trofeo Tim, battendo Juventus e Milan. Oh sì, è successo anche questo...

Infine mi sia permesso di ricordare, dopo le incredibilmente tante morti celebri avvenute a ridosso dell’ estate (don Gallo, Franca Rame, Little Tony solo per citarne alcuni) a fine giugno se n’è andata un’ altra “big”: Margherita Hack. Chissà se ha dovuto ammettere a Dio di essersi sbagliata.....


NEL MONDO
Sicuramente protagonista assoluto per il 2013 è stato lo Sport:
-giugno ci ha regalato la Confederations Cup, ovvero lo zimbello dei tornei per Nazionali di Calcio, competizione che ha visto trionfare il Brasile del rientrante baffo Scolari, davanti alla Spagna, e a una Italia che è arrivata terza nonstante nemmeno Prandelli in persona ci avrebbe scommesso un euro;
- a luglio è stato il turno del Mondiali di nuoto di Barcellona, Mondiali dei quali onestamente non saprei dire molto, se non che l’ Italia ha portato a casa un magro bottino;
- quindi agosto è la volta dei Mondiali di Atletica leggera a Mosca, ma il fatto più importante in questa disciplina è stato il super blitz dell’ antidroga a Lignano Sabbiadoro, dove si allenano nientemeno che i supergiamaicani Usain Bolt e compagni. E se non erro sono stati sequestrati talmente tanti medicinali che ci hanno trovato in mezzo anche il farmacista;
- menzione speciale infine per il bel Calciomercato di quest’ anno: valzer di allenatori e dirigenti che ha visto Mourinho di ritorno a Chelsea, Guardiola a Monaco di Baviera, Ancelotti a Madrid e Leonardo a casa.
Poi è stata la volta delle spese folli: il Barcellona apre le danze comperandosi Neymar per circa 60 milioni, il PSG sempre per una sessantina si porta a casa Cavani, quindi il Real Madrid per non essere da meno si è comprato Bale per una cifra tra i 90 e i 100 milioni. A questo punto sempre i madrileni hanno accartocciato Kakà e lo hanno gettato nella spazzatura in attesa che qualche dirigente del Milan passasse e lo raccattasse.

Giornata della gioventù: il Papa Francesco va a Rio e festeggia coi giovani. Durante i suoi discorsi ufficiali rilascia un scacco di dichiarazioni che contribuiscono a renderlo il Papa più amato dagli atei e il meno amato dai credenti.

USA: Obama, probabilmente illuminato dalle parole del Papa, apre alle nozze gay.

Russia: Putin, probabilmente illuminato dalle parole di Obama, vara una nuova legge anti-gay.

Ma in fondo, ora facciamo i seri, purtroppo gli avvenimenti più importanti a livello Mondiale sono gli scontri in Medio Oriente che degenerano di ora in ora, con la Siria ridotta a un colapasta, l’ Egitto che è ormai l' ombra di sè stesso, e la paura di un intervento da parte delle forze armate occidentali, con gli americani e i cinesi che fremono in attesa di un responso dall’ alto solo per poter attaccare. E un’ Italia che predica calma, e questo mi fa solo temere che come al solito giuriamo una cosa e facciamo il contrario. Tutti quest’ estate hanno paura della Terza Guerra Mondiale...



Beh, in fin dei conti, vedendo quello che è successo nel Mondo, mi sia permesso di dire che a me quest’ estate è andata decisamente meglio

Z.S.

martedì 3 settembre 2013

LA METAFORA DELLE SCARPE E DELLA VITA

"Tu prima di partire, metti le scarpe e ci fai il nodo. Poi quando torni a casa magari te le sfili senza nemmeno disfare il nodo prima.
Ma se il nodo lo hai fatto bene, puoi stare settimane senza metterle le scarpe, e quando poi le riprendi i lacci saranno ancora ben annodati.
Se invece avrai fatto un nodo mediocre allora le scarpe si slacceranno automaticamente nel cavarle.
Se invece il nodo si scioglierà che ancora le indossi, allora vuol dire che si tratta di un laccio veramente di scarsa qualità.
Ora, c'è laccio e laccio, sta a te però poi capire quali scarpe indossare per percorrere la strada più lunga..."

questa metafora è il riadattamento di un messaggio che lo zio, colto da un delirante momento di profeticità, nonchè molto provato dal fatto che fossero le due di notte, ha inviato ad un' anima in pena nella speranza di recare conforto. Poi si è accorto che in fondo quel pensiero non era uscito tanto male dalla sua mente malata

mercoledì 21 agosto 2013

LA RANA E LO SCORPIONE

21-08-2013

Questa sera, mentre mi trovavo coi miei amici a provare, mi è venuta alla mente, così, dal nulla, questa favola, che ci insegna tutto e niente allo stesso tempo.
Ora, non so a chi devo attribuirla, ma ho idea che nessuno lo sa con esattezza.
Fatto sta che volevo condividerla con qualcuno, ma non sapendo chi, ho deciso di scriverla qui. Quindi ho deciso di "rubare" la versione narrata in una canzone di uno dei miei cantanti preferiti....

Lo scorpione doveva attraversare il fiume, così, non sapendo nuotare, chiese aiuto alla rana.
"Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda." La rana rispose "Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!" "Per quale motivo dovrei farlo?" incalzò lo scorpione "Se ti pungo, tu muori e io annego!" 
La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell'obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.
A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. 

Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all'insano ospite il perché del folle gesto. 
"Perché sono uno scorpione..." rispose lui "E' la mia natura" 


Io un senso vero e proprio devo ancora trovarcelo....


Z.S.

giovedì 1 agosto 2013

FOTOGRAFIE DI UN PICCOLO ANGOLO DI PARADISO

30-07-2013

"Ogni favola è un gioco se ti fermi a giocare,
dopo un poco lasciala andare..."

30 luglio. Ormai è quasi mezzogiorno, però, mentre di solito a quest'ora mi assale la fame, oggi ho una morsa allo stomaco.
Guardo fuori da un finestrino e ci vedo montagne, con qualche casetta sparsa qua e là. Dal finestrino opposto invece, ogni tanto sbuca il mare, qualche pezzo di spiaggia....alcuni minuti fa è passata anche una barca a vela.
Ma ormai sono gli ultimi squarci di mare, ogni parola che scrivo Palmi si sta allontanando e Trento si riavvicina. Io però proprio non ce la faccio a non pensare a quello che ho vissuto nell' ultima settimana.

Ritrovandoti lontano da casa, solo, immerso in un mondo così diverso (ma per certi versi così simile) dal tuo, anche se provieni da quel freddo, distaccato e così poco emotivo Trentino, può capitare che cominci a vedere le cose da un altro punto di vista, e alla fine arrivi ad innamorarti di quella terra.

E ti innamori di un tramonto che finisce col farti sospirare da dovunque lo guardi, con un sole che pian piano cala, diventando sempre più rosso, e quando s' incontra con l' acqua del mare le dona un colore viola, ma non uniforme. E quel sole regala a chi lo sta guardando un quadro bellissimo dalle mille sfumature.

E ti innamori di quel mare. Di quell' acqua così trasparente che se non la vedi di persona quasi fai fatica a pensare che al giorno d' oggi ne possano esistere ancora, sia pure nelle più sperdute e selvagge spiagge dall' altra parte del Mondo. E invece scopri di averla qui a due passi.

E ti innamori anche di quelle montagne, cariche di ulivi e "pittari", che probabilmente Dio, o chi per esso, non se l' è sentita di imprigionarle, e allora ha preferito farci fare un bel tuffo direttamente nel mare. E così la montagna prima diventa scoglio, e poi fondale.

Poi, a me mancherà la gente di quel paesino, di un ospitalità che non mi aspettavo. Gente pronta ad accoglierti col sorriso, facendoti sentire in famiglia, che si interessa a te, ma nel frattempo ti immerge volentieri in quelle che sono le proprie abitudini, le tradizioni, le leggende del luogo. E magari è la prima volta che ti vede.

Più questo treno viaggia e più mi rendo conto di quanto mi mancherà tutto. Le nuotate, le partite a carte, il panorama, le passeggiate la sera....beh, forse in particolar modo quelle. Il paese è piccolo, forse per chi ci abita può sembrare noioso, ma io in quelle viuzze e nelle piazze mi ci perdevo, nella conflittuale situazione di chi si sta divertendo a vivere da turista ma allo stesso tempo tra quelle abitazioni si sente a casa.

E infine, perchè no, un po' di nostalgia la proverò anche per quei due occhi, grandi, verdi, bellissimi. Talmente magnetici che un paio di volte per sbaglio ho commesso l' errore di voltarmi a guardarli, e mi sono ritrovato imbambolato, senza parole, e dimenticando che attorno esistesse anche il resto del Mondo.

Ecco, tutto questo è stato per me Palmi.
Ok, sarò uno spirito semplice, sarò troppo facilmente impressionabile, ma c'è una regola che ho imparato: una settimana non è sufficiente per viverla tutta, ma una settimana è anche troppo per innamorarsene.
E alla fine la malinconia che mi sta facendo da compagna di viaggio non fa altro che suggerirmi tutti i bei momenti vissuti, quindi non è così negativa la sua compagnia.
Nella valigia, in mezzo ai vestiti e il peperoncino, sono riuscito a nascondere anche molti ricordi, emozioni, risate, e qualche amicizia.
E mi piace illudermi che, forse, tutto questo mi fa tornare a casa un poco meno trentino, e un attimo più palmese.

Z.S.

venerdì 12 luglio 2013

UNA "CASCATA" DI STUDENTI

Rieccoci, compariamo un' altra volta su questa pagina prima di scomparire nel nulla per qualche altro mese. Oggi vorrei parlare di una esperienza che ho vissuto qualche mese fa, e sinceramente non so per quale motivo non ne ho parlato prima....
Dunque, tutto ebbe inizio verso metà novembre quando uno studente del Liceo dove ho studiato fino al 2010 pure io mi chiama, per dirmi che nessun professore ha avuto la grazia di organizzare quest' anno nella loro scuola il solito laboratorio teatrale, ma non solo. Mi dice anche che la preside ha accettato la proposta degli studenti di affidare a me il corso quest' anno. Io devo pensarci....circa tre secondi prima di accettare.
Nei giorni successivi si sbriga la questione burocratica, parlare con la beneamata preside, firmare il contratto, parlare col professore che supervisionerà il lavoro. Incredibile, malgrado i mille dubbi che mi hanno preso all' improvviso (uno: per quanto sia lusingato della stima che hanno gli studenti, non ho sufficiente esperienza per fare quello che mi viene chiesto, due: conosco gli studenti che avrei dovuto gestire, e molti a mio avviso sono decisamente poco gestibili, figuriamoci se si lasciano dire qualcosa da me!), sono riuscito a trovare un lavoro. Non solo, il mio lavoro è quello che ho sempre sognato. Lavorare con degli studenti e fare il regista!!

Beh, il tempo per esaltarsi è poco, perchè presto mi si presenta davanti il primo problema, procurarmi un testo. E la ricerca non è facile, ma alla fine ne trovo uno che potrebbe andare...o meglio lo trova il mio amico studente "di prima". Una commedia, che parla di suore, orfane e perizomi. Sì, una cosa decisamente poco consona per una scuola. Mi piace, lo facciamo. E mi piace ancora di più nel momento in cui scopro che la professoressa che regge tutto il macchinone dello spettacolo (oltre alla performance teatrale ne sono state preparate altre 17) è una insegnante di religione.
Ma la scelta mi porta immancabilmente ad un altro problema: il taglio del copione. Mi dedica parecchio tempo, arrivo ad avere una versione sufficientemente tagliata e allo stesso tempo convincente solo a gennaio.

Ma il tempo da qui a gennaio come lo occupiamo? Sì, perchè il 22 novembre il corso inizia, e come lo risolviamo questo terzo problema? Beh, lo aggiriamo abbastanza facilmente. Gli studenti devono lasciarmi il tempo di conoscerli, di capire quale studente è più adatto a quale parte (perchè decido io anche questo) e quindi occupo le prime lezioni facendo fare ai "miei" attori dei giochetti simpatici, che io stesso ho imparato negli anni dai miei insegnanti. Un po' per occuparli, un po' per metterli alla prova.
Nel frattempo mi assale il dubbio: che fare con le parti? Do quelle principali a chi mi ispira più fiducia, e faccio venire uno spettacolo sinceramente inguardabile? O la rischio, dando quelle parti alle persone più adatte ad interpretarle, ma che in fondo tutta questa fiducia non me la danno? Decido di rischiare (o meglio rischio fino ad un certo punto) e così facendo assegno le parti ai giovincelli!

Da gennaio si cambia registro, iniziamo a montare le scene. Ne sarò in grado? Beh mi pare di sì. Chi sembra non esserne in grado sono gli studenti.Oh, Dio solo sa quanto perdo la testa nel momento in cui scopro che solo in due hanno stampato il copione che ho inviato loro via mail.
Mi arrabbio ancora di più quando vedo che certe persone a un mese dall' inizio del montaggio non riescono a migliorare. E ancora di più mi arrabbio nel vedere che non sanno le loro battute ad un mese dalla messa in scena.

A questi ordinari problemi che si erano preventivati si aggiungono i cosiddetti imprevisti: può accadere che un' attrice lasci il gruppo improvvisamente e debba essere trovata una sostituta. Che grazie al cielo troviamo sguinzagliando per l' ennesima volta il nostro studente tuttofare (su mia precisa indicazione ovviamente). E quella fu a mio avviso una scelta decisamente felice, nessuno era più adatto a quella parte che la sostituta.

Comunque non sono qui a dire che sono stati mesi di pura angoscia. Certo la mia preoccupazione nel vedere che le battute non entravano nella zuccaccia dei ragazzi cresceva, ma insomma stiamo parlando di studenti. Nulla a che vedere con le sorprendenti soddisfazioni che mi hanno dato: ad esempio ho dovuto ricredermi su coloro a cui ho dato fiducia anche se con la ferma convinzione che era un grande rischio, che si sono impegnati ben più delle mie aspettative. Frasi del tipo "Ma che mi è staltato in testa?" sostituite ben presto da più ottimistici "Ma che bravi!!"
Per non parlare degli abiti da suora che una ragazza ha fatto fabbricare. Era un piacere guardare lo show solo per quei costumi.
Poi mai avrei immaginato che i miei sottoposti mi ascoltassero per davvero. Io dicevo loro "Fai così" e loro lo facevano. Certo, magari non alla prima prova, magari alla seconda, magari alla dodicesima, ma prima o poi lo facevano. Queste, non sembra, ma sono soddisfazioni.
Montare l' inizio, pure quello è stato parecchio divertente. Immaginate la scena: un convento, delle suore e delle fanciulle che ripongono degli stracci in un baule, quando all' improvviso parte una canzone, tratta direttamente dal musical "Sister act", giusto per restare in tema. E allora si vedono questi pinguini che saltellano da una parte all' altra, scatenati, presi dal ritmo. Sì, decisamente una delle mie intuizioni migliori, resa al meglio da quelle sgallettate fenomenali delle mie attrici.

Bene, il tempo da gennaio a maggio galoppa, noi ci ritroviamo a ridosso dello spettacolo e ancora non abbiamo fatto una filata come si deve, gli studenti iniziano a preoccuparmi.

Il trenta maggio ormai è qui, a questo punto io sono nella paranoia più totale, oltre che dei giovani devo occuparmi alla grande della scenografia, delle luci (anzi, grazie infinite al supporto fondamentale del buon Piero!) e tenere a bada i miei istinti omicidi che prendono sempre più forma nella mia mente malata (brutta gente gli insegnanti, ve lo dico io)

Comunque il 29 ci sono le prove generali in teatro. Per la prima volta dopo aver passato quattro anni da attore, e dopo aver comunque fatto altre cose, per la prima volta posso dire di essere un tantino agitato. E la gente che incontro per le quinte ha anche il coraggio di chiedermelo "Ma Stefano, sarai mica agitato?" ma che diamine, siete scemi? Mi sembra ovvio che sono agitato, non dovrei? Mi hanno appioppato la responsabilità di un gruppo di adolescenti, io voglio che siano orgogliosi di quello che stanno facendo. Per questo voglio che facciano le cose per bene.
Ma gli studenti iniziano ad essere preoccupati a loro volta, basti pensare che una povera ragazza si è messa a piangere per l' agitazione.

"Beh al diavolo, vi ho maziati per mesi, ora pensate a divertirvi su quel palco" è l' unica cosa che mi sento di dire.

30 maggio: lo show inizia. Io sono dietro le quinte a due passi dal palco, e mi sbraccio per dare indicazioni, anche qui. Davanti agli occhi ho mesi di prove che, diciamolo, potevano andare meglio. E invece mentre i miei ragazzi recitano, tra la concentrazione, i fari, il pubblico che continua a ridere, una caduta involontaria ma molto d' effetto, beh, io solo una cosa penso "Ma perchè queste teste di cavolo invece di recitare così anche in prova mi hanno fatto perdere anni di vita a disperarmi?" Beh se a fine mattinata sono molto soddisfatto, a fine serata posso dire di essere orgoglioso dei miei ragazzi...e un poco anche di me.

Oggi è passato più di un mese da allora, e io comincio ad avere una certa nostalgia. Sarà che è arrivata l'estate decisamente più monotona e meno frenetica. Sarà che, tornato al mio ruolo di attore, mi manca il fatto di essere io il capo, oltre al dilemma che dopo essere stato regista per qualcun altro sono diventato ancora più critico verso il "me attore".
O forse sarà che comunque le persone con cui ho lavorato in questi anni a scuola sono sempre le stesse, e alla fine, anche se con molte ci si vede solo per quelle due ore a settimana, si finisce col diventare una specie di famiglia.
E da questa famiglia quest' anno oltretutto ci hanno lasciato tre pilastri: tre ragazze "in gambissima", oltre che le tre attrici di cui sinceramente io mi fidavo di più. Ah, già, ci ha lasciati anche la mia assistente di regia, come potevo scordarmi di lei? Sì insomma non è che è rimasta tanta gente al momento.

E allora mi viene naturale pensare ai tanti amici che sono passati di qui, a come questo gruppo sia cambiato dalla prima volta che ci ho messo piede nel lontano 2007, e a quanto anche quest' anno si sia preso un bello scossone. Ma in fondo nulla dura per sempre, l' importante è conservare un bel ricordo. Ce l' avranno le tre ormai ex-attrici? Beh in tal caso potrò dire di aver fatto un buon lavoro.
In ogni caso quello teatrale è un Mondo più piccolo del previsto, se decideranno di restarci le nostre strade si incroceranno di nuovo.

E l' anno prossimo? Chi ci sarà? Chi porterà avanti la tradizione dell' "spettacolo di fine anno" al Liceo? Io ci sarò ancora? Mah, lo scopriremo solo vivendo...

Z.S.