Una cascata di sorelle
(grazie a Maria per il lavoro svolto)
mercoledì 16 ottobre 2013
lunedì 7 ottobre 2013
VIVALOSHOW n.2-Sacrificio
Oggi parlerò di uno spettacolo che ha fatto
molto discutere nella mia Regione.
“Sacrificio” è una rappresentazione nuova sotto molti punti di vista.
Come progetto viene concepito moltissimo tempo fa, nelle menti di
Jacopo Laurino ed Elena Galvani, i giovani ideatori di questo nuovo modo di
fare teatro chiamato SLOW-THEATER, nonchè registi di questo spettacolo.
A me, che ho avuto l’ onore di conoscerli, piace immaginarmeli tranquilli seduti al tavolino di un bar di Taio, lui intento a sorseggiare l’ amaro, lei occupata a leggere le notizie di cronaca regionale sull’ Adige, quando ad un tratto entrambi si illuminano, si guardano negli occhi e si dicono una sola parola: Slow-theater.
A me, che ho avuto l’ onore di conoscerli, piace immaginarmeli tranquilli seduti al tavolino di un bar di Taio, lui intento a sorseggiare l’ amaro, lei occupata a leggere le notizie di cronaca regionale sull’ Adige, quando ad un tratto entrambi si illuminano, si guardano negli occhi e si dicono una sola parola: Slow-theater.
Comunque, i due registi iniziano a progettare questa complicatissima
macchina e a inserire i primi ingranaggi. Il loro intento è trasportare sul
palco un racconto scritto dall’ autore nostrano Giacomo Sartori, intitolato per
l’ appunto “Sacrificio”.
La storia è molto cruda, parla di quel Trentino che molti non sanno esista,e gli altri fanno volentieri finta di non vedere. Una storia che parla di giovani, di conflitti, di alcol, di droga, di tematiche ambientali e di pazzia. Quella pazzia che nasce dal gruppo di protagonisti, e viene covata fino a che non è sufficientemente forte da riuscire a sgretolarlo dall' interno, fino a farlo crollare definitivamente.
La storia è molto cruda, parla di quel Trentino che molti non sanno esista,e gli altri fanno volentieri finta di non vedere. Una storia che parla di giovani, di conflitti, di alcol, di droga, di tematiche ambientali e di pazzia. Quella pazzia che nasce dal gruppo di protagonisti, e viene covata fino a che non è sufficientemente forte da riuscire a sgretolarlo dall' interno, fino a farlo crollare definitivamente.
I due registi hanno poi setacciato il Trentino alla ricerca dei sette
giovani più adatti alle parti dei protagonisti. Alle selezioni iniziali si sono
presentati più di 200 ragazzi, e con molta calma e un percorso meticoloso sono
diminuiti, e poi diminuiti ancora, fino a rimanere sette.
Gli stessi sette che, assieme a quattro aiutoregisti anch'essi selezionati accuratamente, a fine maggio hanno debuttato al teatro Cuminetti
di Trento, e successivamente allo Stabile di Bolzano.
Ora si potrebbero dire molte cose su questo spettacolo.
Si potrebbe parlare del copione ambizioso, che si trova a metà strada
tra una tragedia shakespiriana e una stesura per il cinema.
Si potrebbe parlare della scenografia, che fa vivere nello
stesso istante tre ambienti diversi...oppure dell’ uso delle luci, che contribuiscono a rendere il tutto ancora più inquietante.
Si potrebbero citare i “big” Valeria Ciangottini e Pietro Biondi, che
si sono messi in gioco in questa avventura nuova dando il loro contributo come
attori ma anche come figure di supporto per i giovani e inesperti colleghi.
Tuttavia ritengo di dovermi (e volermi) soffermare soprattutto sui
sette protagonisti di questo lavoro. Sto parlando di Marta, Diego, Katia,
Frank, Anna, Roberto e Aldo, interpretati da Barbara, Flavio, Daniela, Paolo,
Valentina, Elia e Michele.
Ok, Elena e Jacopo hanno ritenuto che loro sono i più adatti al loro
personaggio. Cinque di loro prima di Sacrificio non avevano mai avuto
esperienze teatrali. Un piano suicida?
Magari anche, sicuramente si può dire che i registi hanno scommesso,
hanno scommesso parecchio. Tuttavia ce l’ hanno fatta. Ma ce l’ hanno fatta
anche i ragazzi. Sì, ho conosciuto anche loro, per brevi tratti abbiamo lavorato fianco a fianco. Cos’ hanno
dovuto fare per mettere in scena lo spettacolo? Non hanno dovuto dimostrare a
nessuno di essere diventati i nuovi Gasman, anzi. Tutto ciò che hanno dovuto
fare è stato: diventare "brutti".
Se sono stati scelti è perchè secondo le menti che drigevano il tutto, erano l' essere più simile al
personaggio.
Però va detto che il personaggio ha vissuto una storia che loro grazie al cielo non
hanno tra le loro esperienze, e loro hanno dovuto rendersi brutti, dare il peggio di loro per
avvicinarsi il più possibile.
Nessuno dei protagonisti è positivo, e non c’è nulla di positivo in
questi ragazzi: Marta è succube della sua stessa vita, che le sfugge dalle mani
come un’ anguilla. Ha una forza che non riesce ad esprimere, una voce che
non riesce a far prevalere su quella degli altri anche se forse qualcosa da dire lo avrebbe, si butta via da sola, assieme
al suo amore combattuto per suo cugino (o fratello?), al suo lavoro
fallimentare, e alla sua relazione “di merda” come lei stessa la definisce.
Diego è la sintesi del fallimento. Guardiaparco, rispettoso delle regole, maniaco moralista. A cosa gli serve essere diventato un chirichetto? Assolutamente a nulla, è la pecora nera della
famiglia, sbeffeggiato dal padre e dal fratello bracconieri, costretto ad
aiutarli a macinare carne di cui Dio solo sa la provenienza. Ama e sposa una
donnna che lo ritiene un idiota e lo porterà alla rovina. Cieco e cocciuto come un somaro, ha un ego
troppo grande per rendersi conto di quanto ogni sua decisione sia una cazzata.
Katia è matta come un cavallo, è la malattia, la piaga che porterà quel
gruppo di amici alla rovina, e lo fa perchè è una follia comandata dalla cattiveria pura. Ma anche questa cattiveria non è altro che la risposta ad un susseguirsi di sfortunati eventi.
Frank sotto un certo punto di vista è molto più avanti degli altri,
ragiona, inquadra le cose, capisce come va il Mondo. Ma rovina tutto questo il
fatto che odia tutto e tutti, è un fuorilegge, si prende tutto quel che vuole, e
nonostante ciò ancora non è contento.
Chi, volendo, portebbe essere utile, almeno un poco, sono Roberto e
Anna, quelli un attimo più ragionevoli. Peccato che siano troppo pigri, poco carismatici e
privi di iniziativa. E infatti all’ interno degli intrecci e delle vicende che
si creano risultano totalmente inutili, dei simpatici soprammobili.
Per questo, proprio perchè ho conosciuto personalmente gli attori che li
devono interpretare, comprendo quanto abbiano dovuto violentarsi sotto tutti i punti di vista per
raggiungere lo strabiliante obiettivo ottenuto. Non mi stupisce, al termine
della Prima, aver visto una delle attrici in lacrime.
Uno spettacolo così un po’ di amaro lo lascia alla fine della serata.
La tensione regna sovrana anche nei momenti di calma apparente. Ogni
ingrediente della ricetta contribuisce a rendere la visione molto suggestiva.
Forse da questa esperienza non nasceranno nuovi Divi del teatro,
qualche maligno potrebbe anche dire che se ne poteva fare a meno, ma io davanti allo
sforzo di questi giovani che hanno avuto il coraggio di buttarsi nel buio, e
dei registi che sono riusciti ad afferrarli al volo, non posso che alzarmi in
piedi ed applaudire più forte che posso.
Z.S.
venerdì 4 ottobre 2013
VIVALOSHOW n.1-Romeo e Giulietta-Ama e cambia il Mondo
Era da un po’ che volevo osare e recensire qualche spettacolo, ma l’
indecisione su quale potesse essere la vittima sacrificale con cui incominciare
mi ha sempre bloccato. L’ occasione però mi è piovuta in testa quasi da sola.
Mercoledì 2 e giovedì 3 ottobre ha debuttato nientemeno che all’ Arena
di Verona “Romeo e Giulietta-ama e cambia il Mondo”, con la regia di Giuliano
Peparini.
Il genere potrebbe definirsi a metà strada tra il Musical e l’ Opera Moderna, genere esploso
con la famosissima Notre Dame de Paris. Bene, io non ho potuto essere a Verona,
però ho visto con molto interesse la diretta trasmessa da Rai due ieri sera,
giovedì 3 settembre.
Devo ammettere, da semplice spettatore, ero molto perplesso. Perchè
spingersi nel fare un’ altra versione di questa storia, conosciuta e rivista in
tutti i modi? Ma soprattutto, perchè pochi anni dopo “Giulietta e Romeo” l’
opera musicata da Cocciante in scia proprio a Notre Dame?
Beh, devo dare atto che ho dovuto ricredermi. Il cast aveva un compito
arduo, rischiava di diventare una macchietta, e non era certo un cast col quale
andare sul sicuro. Insomma, c’erano i nomi navigati nell’ ambiente (ad esempio
Barbara Cola, Leonardo di Minno, Roberta Faccani, fino all’ eterno e fantastico
Vittorio Matteucci), ma vi sono anche persone sicuramente nuove, non conosciute
e dalle qualità non così manifeste. A partire dai giovani innamorati Romeo e
Giulietta alias Davide Merlini, giunto alla ribalta grazie ad X Factor, e
Giulia Luzi, più nota come “la Jolanda” della serie tv I Cesaroni, passando
anche per Amici, dal quale è giunto il giovane Paride-Nicolò Noto.
Ora, con queste premesse, vista anche l’ ambiziosità del progetto, la
domanda maligna nasce spontanea: scommessa o semplicemente trovata “ruffiana”
di marketing? La verità potrebbe stare anche nel mezzo...
Ma veniamo allo spettacolo: due aspetti
saltano subito agli occhi, e alle orecchie.
In primis qui gli attori recitano, oltre che cantare. Non è così scontato,
i precedenti trasmessi in tv mostravano solo musica musica ed ancora musica.
E mi sia permesso che non è male talvolta sentire anche delle parole
non intonate.
Il secondo aspetto è sicuramente la scenografia: esiste? Non esiste?
Chi può dirlo! Il lavoro tecnologico mi lascia piacevolmente colpito.
Ma in sè la forza di questo lavoro sta nel fatto che, rispetto a tutti quelli che l’ hanno preceduto, è
decisamente più leggero, più pop lo definirei, ecco. Quindi nulla da dire su chi, prima di cantarle, le ha scritte queste musiche.
Detto questo, spulciamo ogni particolare:
La recitazione? Beh, il povero Davide non è un attore e si sente. Lavoro ce n'è quanto si vuole, ma il ragazzo si è
impegnato. D’ altro canto nessun Graziano Galatone o Giò di Tonno è nato
imparato, no? Lavoriamo e un giorno arriveremo da qualche parte...
Nota: bravo chi ha scelto i personaggi. Sono giovani? e facciamoli fare ai giovani! Non come nell' opera classica, dove la parte della fanciulla la fa la vetusta solo perchè è la prima attrice
Il corpo di ballo? Non se n'è abusato quando c'erano tanti ballerini in scena. Non ne ho sentito la mancanza quando non c'erano. Mi sembra siano stati dosati al punto giusto, no?
I cantanti? Da profano io ritengo che i Merlini-Luzi siano una delle coppie meglio costruite degli ultimi anni in questo ambiente. Dovrebbero fare duetti più spesso nella vita!!
E personalmente mi levo il cappello di fronte anche a tutti i momenti corali. Solo una parola per descrivere quel che ne penso: WOW
Nota: bravo chi ha scelto i personaggi. Sono giovani? e facciamoli fare ai giovani! Non come nell' opera classica, dove la parte della fanciulla la fa la vetusta solo perchè è la prima attrice
Il corpo di ballo? Non se n'è abusato quando c'erano tanti ballerini in scena. Non ne ho sentito la mancanza quando non c'erano. Mi sembra siano stati dosati al punto giusto, no?
I cantanti? Da profano io ritengo che i Merlini-Luzi siano una delle coppie meglio costruite degli ultimi anni in questo ambiente. Dovrebbero fare duetti più spesso nella vita!!
E personalmente mi levo il cappello di fronte anche a tutti i momenti corali. Solo una parola per descrivere quel che ne penso: WOW
La canzone più bella? “A quale stella, a quale Dio devo il suo candido
cuore? Si compia il sogno in fretta, di
Romeo e Giuletta...” sarò un romantico inguaribile, ma sono costretto a mettere
al top il duetto dei giovani protagonisti della celeberrima scena del balcone
(anche se il balcone, ahimè, non c’è)
Il momento più struggente? La morte? La ri-morte? Il duello? No, no,
no, no. Io do il mio voto alla commovente canzone del padre di Giulietta, il
“mitticoooooo” Vittorio Matteucci. Sarà che quell’ uomo potrebbe cantare
persino l’ elenco del telefono coi rutti e io lo osannerei comunque, sarà che
si strugge a cantare l’ amore per la figlia nonostante pochi secondi prima la
trascinasse per un braccio per tutto il palco urlandole “Impiccati puttanella!”
però quel momento aveva una marcia in più.
Infine mi sia permesso di far notare che c’è stato qualche simbolismo a
mio avviso di troppo. Tornando alla fine dell’ opera, Montecchi e Capuleti si
ritrovano in un “non siamo più rossi, non siamo più blu, siamo tutti bianchi,
veniamo a piangerci reciprocamente sulla spalla”. Non so se ho reso l’ idea, ma
questa è l’ impressione che ha dato a me questa cosa. E mi sono chiesto: ma era necessario?
E per chi in futuro volesse perdersi in questa storia per un paio d’ ore (cosa
che consiglio caldamente)...buona visione.
Z.S.
giovedì 5 settembre 2013
RIMEMBRANZE DI FINE ESTATE
05-09-13
“L’ estate sta
finendo, e un anno se ne va” cantavano i Righeira. Era il1985, altri tempi
potremmo dire. Ma per questa frase il significato ad oggi è attualissimo.
Infatti siamo arrivati a settembre e, sembra impossibile, dalle mie parti l’estate
se n’è andata nel preciso istante in cui si è iniziato a vociferare che stesse terminando.
Con questo clima decisamente poco estivo mi metto allora a tracciare un bilancio dei momenti salienti della stagione che si appresta a concludersi anzitempo.
Con questo clima decisamente poco estivo mi metto allora a tracciare un bilancio dei momenti salienti della stagione che si appresta a concludersi anzitempo.
E, seppure la
classifica è orfana di alcuni momenti che ho preferito tralasciare, posso così
sintetizzare la mia estate:
- ho avuto la
fortuna di vedere per la prima volta le bellezze della Calabria;
- sommo gaudio
nello scoprire che McDonald’s si è attrezzato per la preparazione di panini
senza glutine;
- ho conosciuto la
ragazza della mia vita, e forse dovrei decidermi a farglielo sapere...naaaaa;
- sono passato
dall’ avere un cognato ad averne tre in un battito di ciglio;
- la “famiglia” si
è ulteriormente allargata grazie all’ arrivo di otto adorabili polletti;
- la notte di San
Lorenzo di quest’ anno sarà ricordata come quella in cui finalmente ho visto
una miriade di stelle cadenti ;
- ho rovinato una
serata che poteva essere mooolto calda per un gruppetto di adolescenti,
smascherando i loro piani lussuriosi;
- ho preso parte al
mio primo spettacolo all’ aperto;
- ho posto le basi
per mettere a cantiere la mia seconda fatica da regista.
Una volta fatto
questo ho pensato a cosa ha riservato questa estate all’ Italia, e poi al
Mondo. E credo di poter sintetizzare il tutto secondo il mio punto di vista in
questa maniera.
IN ITALIA
L’ avvenimento più
importante? Nel bene e nel male sicuramente è stata la condanna in via
definitiva di un noto personaggio, ex premier, nonchè
senatore, presidente di un partito politico, di una squadra di calcio e capo di
un sacco di emittenti televisive italiane e spagnole. Merita di essere
menzionato come evento dell’ estate italiana solo per il tantissimo parlare che
si è fatto attorno alla vicenda (forse troppo?)
Altro avvenimento
molto importante, notizia fresca fresca di gazzettino ufficiale, il nostro
beneamato Governo, tra una toga e una decadenza politica, per sbaglio emette
nuove leggi. Questa volta, probabilmente all’ insaputa dei Ministri stessi, è
stata mandata anzitempo in pensione la tanto odiata tassa Imu, a favore della
nuova Service Tax.....impressione personale: perchè lamentarci tanto delle
inculate dei nostri vicini, quando non ci accorgiamo dell’ enorme trave che sta
raggiungendo a gran velocità le nostre natiche?
Ultima notizia di
politica, fatto recentissimo, il PR, visto che ultimamente si sono liberati
parecchi posti, ha nominato quattro nuovi senatori a vita: Renzo Piano, Elena Cattaneo,
Carlo Rubbia e Claudio Abbado
Altra notizia
fresca di stampa ci giunge dal Mondo del Cinema: Christian De Sica, con un inequivocabile gesto dell' ombrello ai danni di Aurelio de Lairentis, annuncia l’
addio al cinepanettone a partire dal 2014. Dall’ anno prossimo anche per lui sarà un
Natale di magra....
Musica: esplode il
fenomeno dei rapper secosisipossonochiamare; infatti, dopo Moreno re di Amici,
Clementino vince il remake del Festivalbar, ma citiamo anche le ottime prestazioni
di Emis Killa, Fedez e Guè Pequeno.
Altra notizia di
musica: Max Pezzali è anche un discreto conduttore televisivo.
Sport: il Sassuolo vince il trofeo
dell’ estate per eccellenza, ovvero il Trofeo Tim, battendo Juventus e Milan.
Oh sì, è successo anche questo...
Infine mi sia
permesso di ricordare, dopo le incredibilmente tante morti celebri avvenute a
ridosso dell’ estate (don Gallo, Franca Rame, Little Tony solo per citarne
alcuni) a fine giugno se n’è andata un’ altra “big”: Margherita Hack. Chissà se
ha dovuto ammettere a Dio di essersi sbagliata.....
NEL MONDO
Sicuramente
protagonista assoluto per il 2013 è stato lo Sport:
-giugno ci ha
regalato la Confederations Cup, ovvero lo zimbello dei tornei per
Nazionali di Calcio, competizione che ha visto trionfare il Brasile del
rientrante baffo Scolari, davanti alla Spagna, e a una Italia che è arrivata terza
nonstante nemmeno Prandelli in persona ci avrebbe scommesso un euro;
- a luglio è stato
il turno del Mondiali di nuoto di Barcellona, Mondiali dei quali
onestamente non saprei dire molto, se non che l’ Italia ha portato a casa un
magro bottino;
- quindi agosto è
la volta dei Mondiali di Atletica leggera a Mosca, ma il fatto più importante in
questa disciplina è stato il super blitz dell’ antidroga a Lignano Sabbiadoro,
dove si allenano nientemeno che i supergiamaicani Usain Bolt e compagni. E se
non erro sono stati sequestrati talmente tanti medicinali che ci hanno trovato
in mezzo anche il farmacista;
- menzione speciale
infine per il bel Calciomercato di quest’ anno: valzer di allenatori e
dirigenti che ha visto Mourinho di ritorno a Chelsea, Guardiola a Monaco di
Baviera, Ancelotti a Madrid e Leonardo a casa.
Poi è stata la
volta delle spese folli: il Barcellona apre le danze comperandosi Neymar per
circa 60 milioni, il PSG sempre per una sessantina si porta a casa Cavani, quindi il
Real Madrid per non essere da meno si è comprato Bale per una cifra tra i 90 e
i 100 milioni. A questo punto sempre i madrileni hanno accartocciato Kakà e lo
hanno gettato nella spazzatura in attesa che qualche dirigente del Milan
passasse e lo raccattasse.
Giornata della
gioventù: il Papa Francesco va a Rio e festeggia coi giovani. Durante i suoi
discorsi ufficiali rilascia un scacco di dichiarazioni che contribuiscono a
renderlo il Papa più amato dagli atei e il meno amato dai credenti.
USA: Obama,
probabilmente illuminato dalle parole del Papa, apre alle nozze gay.
Russia: Putin,
probabilmente illuminato dalle parole di Obama, vara una nuova legge anti-gay.
Ma in fondo, ora facciamo i seri, purtroppo gli avvenimenti più
importanti a livello Mondiale sono gli scontri in Medio Oriente che degenerano
di ora in ora, con la Siria ridotta a un colapasta, l’ Egitto che è ormai l' ombra di sè stesso, e
la paura di un intervento da parte delle forze armate occidentali, con gli
americani e i cinesi che fremono in attesa di un responso dall’ alto solo per
poter attaccare. E un’ Italia che predica calma, e questo mi fa solo temere che
come al solito giuriamo una cosa e facciamo il contrario. Tutti quest’ estate
hanno paura della Terza Guerra Mondiale...
Beh, in fin dei conti, vedendo quello che è successo nel Mondo, mi sia
permesso di dire che a me quest’ estate è andata decisamente meglio
Z.S.
martedì 3 settembre 2013
LA METAFORA DELLE SCARPE E DELLA VITA
"Tu prima di partire, metti le scarpe e ci fai il nodo. Poi quando torni a casa magari te le sfili senza nemmeno disfare il nodo prima.
Ma se il nodo lo hai fatto bene, puoi stare settimane senza metterle le scarpe, e quando poi le riprendi i lacci saranno ancora ben annodati.
Se invece avrai fatto un nodo mediocre allora le scarpe si slacceranno automaticamente nel cavarle.
Se invece il nodo si scioglierà che ancora le indossi, allora vuol dire che si tratta di un laccio veramente di scarsa qualità.
Ora, c'è laccio e laccio, sta a te però poi capire quali scarpe indossare per percorrere la strada più lunga..."
questa metafora è il riadattamento di un messaggio che lo zio, colto da un delirante momento di profeticità, nonchè molto provato dal fatto che fossero le due di notte, ha inviato ad un' anima in pena nella speranza di recare conforto. Poi si è accorto che in fondo quel pensiero non era uscito tanto male dalla sua mente malata
Ma se il nodo lo hai fatto bene, puoi stare settimane senza metterle le scarpe, e quando poi le riprendi i lacci saranno ancora ben annodati.
Se invece avrai fatto un nodo mediocre allora le scarpe si slacceranno automaticamente nel cavarle.
Se invece il nodo si scioglierà che ancora le indossi, allora vuol dire che si tratta di un laccio veramente di scarsa qualità.
Ora, c'è laccio e laccio, sta a te però poi capire quali scarpe indossare per percorrere la strada più lunga..."
questa metafora è il riadattamento di un messaggio che lo zio, colto da un delirante momento di profeticità, nonchè molto provato dal fatto che fossero le due di notte, ha inviato ad un' anima in pena nella speranza di recare conforto. Poi si è accorto che in fondo quel pensiero non era uscito tanto male dalla sua mente malata
mercoledì 21 agosto 2013
LA RANA E LO SCORPIONE
21-08-2013
Questa sera, mentre mi trovavo coi miei amici a provare, mi è venuta alla mente, così, dal nulla, questa favola, che ci insegna tutto e niente allo stesso tempo.
Ora, non so a chi devo attribuirla, ma ho idea che nessuno lo sa con esattezza.
Fatto sta che volevo condividerla con qualcuno, ma non sapendo chi, ho deciso di scriverla qui. Quindi ho deciso di "rubare" la versione narrata in una canzone di uno dei miei cantanti preferiti....
Lo scorpione doveva attraversare il fiume, così, non sapendo nuotare, chiese aiuto alla rana.
"Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda." La rana rispose "Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!" "Per quale motivo dovrei farlo?" incalzò lo scorpione "Se ti pungo, tu muori e io annego!"
La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell'obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.
A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione.
Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all'insano ospite il perché del folle gesto.
"Perché sono uno scorpione..." rispose lui "E' la mia natura"
Io un senso vero e proprio devo ancora trovarcelo....
Z.S.
giovedì 1 agosto 2013
FOTOGRAFIE DI UN PICCOLO ANGOLO DI PARADISO
30-07-2013
"Ogni favola è un gioco se ti fermi a giocare,
dopo un poco lasciala andare..."
30 luglio. Ormai è quasi mezzogiorno, però, mentre di solito a quest'ora mi assale la fame, oggi ho una morsa allo stomaco.
Guardo fuori da un finestrino e ci vedo montagne, con qualche casetta sparsa qua e là. Dal finestrino opposto invece, ogni tanto sbuca il mare, qualche pezzo di spiaggia....alcuni minuti fa è passata anche una barca a vela.
Ma ormai sono gli ultimi squarci di mare, ogni parola che scrivo Palmi si sta allontanando e Trento si riavvicina. Io però proprio non ce la faccio a non pensare a quello che ho vissuto nell' ultima settimana.
Ritrovandoti lontano da casa, solo, immerso in un mondo così diverso (ma per certi versi così simile) dal tuo, anche se provieni da quel freddo, distaccato e così poco emotivo Trentino, può capitare che cominci a vedere le cose da un altro punto di vista, e alla fine arrivi ad innamorarti di quella terra.
E ti innamori di un tramonto che finisce col farti sospirare da dovunque lo guardi, con un sole che pian piano cala, diventando sempre più rosso, e quando s' incontra con l' acqua del mare le dona un colore viola, ma non uniforme. E quel sole regala a chi lo sta guardando un quadro bellissimo dalle mille sfumature.
E ti innamori di quel mare. Di quell' acqua così trasparente che se non la vedi di persona quasi fai fatica a pensare che al giorno d' oggi ne possano esistere ancora, sia pure nelle più sperdute e selvagge spiagge dall' altra parte del Mondo. E invece scopri di averla qui a due passi.
E ti innamori anche di quelle montagne, cariche di ulivi e "pittari", che probabilmente Dio, o chi per esso, non se l' è sentita di imprigionarle, e allora ha preferito farci fare un bel tuffo direttamente nel mare. E così la montagna prima diventa scoglio, e poi fondale.
Poi, a me mancherà la gente di quel paesino, di un ospitalità che non mi aspettavo. Gente pronta ad accoglierti col sorriso, facendoti sentire in famiglia, che si interessa a te, ma nel frattempo ti immerge volentieri in quelle che sono le proprie abitudini, le tradizioni, le leggende del luogo. E magari è la prima volta che ti vede.
Più questo treno viaggia e più mi rendo conto di quanto mi mancherà tutto. Le nuotate, le partite a carte, il panorama, le passeggiate la sera....beh, forse in particolar modo quelle. Il paese è piccolo, forse per chi ci abita può sembrare noioso, ma io in quelle viuzze e nelle piazze mi ci perdevo, nella conflittuale situazione di chi si sta divertendo a vivere da turista ma allo stesso tempo tra quelle abitazioni si sente a casa.
E infine, perchè no, un po' di nostalgia la proverò anche per quei due occhi, grandi, verdi, bellissimi. Talmente magnetici che un paio di volte per sbaglio ho commesso l' errore di voltarmi a guardarli, e mi sono ritrovato imbambolato, senza parole, e dimenticando che attorno esistesse anche il resto del Mondo.
Ecco, tutto questo è stato per me Palmi.
Ok, sarò uno spirito semplice, sarò troppo facilmente impressionabile, ma c'è una regola che ho imparato: una settimana non è sufficiente per viverla tutta, ma una settimana è anche troppo per innamorarsene.
E alla fine la malinconia che mi sta facendo da compagna di viaggio non fa altro che suggerirmi tutti i bei momenti vissuti, quindi non è così negativa la sua compagnia.
Nella valigia, in mezzo ai vestiti e il peperoncino, sono riuscito a nascondere anche molti ricordi, emozioni, risate, e qualche amicizia.
E mi piace illudermi che, forse, tutto questo mi fa tornare a casa un poco meno trentino, e un attimo più palmese.
Z.S.
Iscriviti a:
Post (Atom)