Una cascata di sorelle

Una cascata di sorelle
(grazie a Maria per il lavoro svolto)

mercoledì 21 agosto 2013

LA RANA E LO SCORPIONE

21-08-2013

Questa sera, mentre mi trovavo coi miei amici a provare, mi è venuta alla mente, così, dal nulla, questa favola, che ci insegna tutto e niente allo stesso tempo.
Ora, non so a chi devo attribuirla, ma ho idea che nessuno lo sa con esattezza.
Fatto sta che volevo condividerla con qualcuno, ma non sapendo chi, ho deciso di scriverla qui. Quindi ho deciso di "rubare" la versione narrata in una canzone di uno dei miei cantanti preferiti....

Lo scorpione doveva attraversare il fiume, così, non sapendo nuotare, chiese aiuto alla rana.
"Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda." La rana rispose "Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!" "Per quale motivo dovrei farlo?" incalzò lo scorpione "Se ti pungo, tu muori e io annego!" 
La rana stette un attimo a pensare, e convintasi della sensatezza dell'obiezione dello scorpione, lo caricò sul dorso e insieme entrarono in acqua.
A metà tragitto la rana sentì un dolore intenso provenire dalla schiena, e capì di essere stata punta dallo scorpione. 

Mentre entrambi stavano per morire la rana chiese all'insano ospite il perché del folle gesto. 
"Perché sono uno scorpione..." rispose lui "E' la mia natura" 


Io un senso vero e proprio devo ancora trovarcelo....


Z.S.

giovedì 1 agosto 2013

FOTOGRAFIE DI UN PICCOLO ANGOLO DI PARADISO

30-07-2013

"Ogni favola è un gioco se ti fermi a giocare,
dopo un poco lasciala andare..."

30 luglio. Ormai è quasi mezzogiorno, però, mentre di solito a quest'ora mi assale la fame, oggi ho una morsa allo stomaco.
Guardo fuori da un finestrino e ci vedo montagne, con qualche casetta sparsa qua e là. Dal finestrino opposto invece, ogni tanto sbuca il mare, qualche pezzo di spiaggia....alcuni minuti fa è passata anche una barca a vela.
Ma ormai sono gli ultimi squarci di mare, ogni parola che scrivo Palmi si sta allontanando e Trento si riavvicina. Io però proprio non ce la faccio a non pensare a quello che ho vissuto nell' ultima settimana.

Ritrovandoti lontano da casa, solo, immerso in un mondo così diverso (ma per certi versi così simile) dal tuo, anche se provieni da quel freddo, distaccato e così poco emotivo Trentino, può capitare che cominci a vedere le cose da un altro punto di vista, e alla fine arrivi ad innamorarti di quella terra.

E ti innamori di un tramonto che finisce col farti sospirare da dovunque lo guardi, con un sole che pian piano cala, diventando sempre più rosso, e quando s' incontra con l' acqua del mare le dona un colore viola, ma non uniforme. E quel sole regala a chi lo sta guardando un quadro bellissimo dalle mille sfumature.

E ti innamori di quel mare. Di quell' acqua così trasparente che se non la vedi di persona quasi fai fatica a pensare che al giorno d' oggi ne possano esistere ancora, sia pure nelle più sperdute e selvagge spiagge dall' altra parte del Mondo. E invece scopri di averla qui a due passi.

E ti innamori anche di quelle montagne, cariche di ulivi e "pittari", che probabilmente Dio, o chi per esso, non se l' è sentita di imprigionarle, e allora ha preferito farci fare un bel tuffo direttamente nel mare. E così la montagna prima diventa scoglio, e poi fondale.

Poi, a me mancherà la gente di quel paesino, di un ospitalità che non mi aspettavo. Gente pronta ad accoglierti col sorriso, facendoti sentire in famiglia, che si interessa a te, ma nel frattempo ti immerge volentieri in quelle che sono le proprie abitudini, le tradizioni, le leggende del luogo. E magari è la prima volta che ti vede.

Più questo treno viaggia e più mi rendo conto di quanto mi mancherà tutto. Le nuotate, le partite a carte, il panorama, le passeggiate la sera....beh, forse in particolar modo quelle. Il paese è piccolo, forse per chi ci abita può sembrare noioso, ma io in quelle viuzze e nelle piazze mi ci perdevo, nella conflittuale situazione di chi si sta divertendo a vivere da turista ma allo stesso tempo tra quelle abitazioni si sente a casa.

E infine, perchè no, un po' di nostalgia la proverò anche per quei due occhi, grandi, verdi, bellissimi. Talmente magnetici che un paio di volte per sbaglio ho commesso l' errore di voltarmi a guardarli, e mi sono ritrovato imbambolato, senza parole, e dimenticando che attorno esistesse anche il resto del Mondo.

Ecco, tutto questo è stato per me Palmi.
Ok, sarò uno spirito semplice, sarò troppo facilmente impressionabile, ma c'è una regola che ho imparato: una settimana non è sufficiente per viverla tutta, ma una settimana è anche troppo per innamorarsene.
E alla fine la malinconia che mi sta facendo da compagna di viaggio non fa altro che suggerirmi tutti i bei momenti vissuti, quindi non è così negativa la sua compagnia.
Nella valigia, in mezzo ai vestiti e il peperoncino, sono riuscito a nascondere anche molti ricordi, emozioni, risate, e qualche amicizia.
E mi piace illudermi che, forse, tutto questo mi fa tornare a casa un poco meno trentino, e un attimo più palmese.

Z.S.

venerdì 12 luglio 2013

UNA "CASCATA" DI STUDENTI

Rieccoci, compariamo un' altra volta su questa pagina prima di scomparire nel nulla per qualche altro mese. Oggi vorrei parlare di una esperienza che ho vissuto qualche mese fa, e sinceramente non so per quale motivo non ne ho parlato prima....
Dunque, tutto ebbe inizio verso metà novembre quando uno studente del Liceo dove ho studiato fino al 2010 pure io mi chiama, per dirmi che nessun professore ha avuto la grazia di organizzare quest' anno nella loro scuola il solito laboratorio teatrale, ma non solo. Mi dice anche che la preside ha accettato la proposta degli studenti di affidare a me il corso quest' anno. Io devo pensarci....circa tre secondi prima di accettare.
Nei giorni successivi si sbriga la questione burocratica, parlare con la beneamata preside, firmare il contratto, parlare col professore che supervisionerà il lavoro. Incredibile, malgrado i mille dubbi che mi hanno preso all' improvviso (uno: per quanto sia lusingato della stima che hanno gli studenti, non ho sufficiente esperienza per fare quello che mi viene chiesto, due: conosco gli studenti che avrei dovuto gestire, e molti a mio avviso sono decisamente poco gestibili, figuriamoci se si lasciano dire qualcosa da me!), sono riuscito a trovare un lavoro. Non solo, il mio lavoro è quello che ho sempre sognato. Lavorare con degli studenti e fare il regista!!

Beh, il tempo per esaltarsi è poco, perchè presto mi si presenta davanti il primo problema, procurarmi un testo. E la ricerca non è facile, ma alla fine ne trovo uno che potrebbe andare...o meglio lo trova il mio amico studente "di prima". Una commedia, che parla di suore, orfane e perizomi. Sì, una cosa decisamente poco consona per una scuola. Mi piace, lo facciamo. E mi piace ancora di più nel momento in cui scopro che la professoressa che regge tutto il macchinone dello spettacolo (oltre alla performance teatrale ne sono state preparate altre 17) è una insegnante di religione.
Ma la scelta mi porta immancabilmente ad un altro problema: il taglio del copione. Mi dedica parecchio tempo, arrivo ad avere una versione sufficientemente tagliata e allo stesso tempo convincente solo a gennaio.

Ma il tempo da qui a gennaio come lo occupiamo? Sì, perchè il 22 novembre il corso inizia, e come lo risolviamo questo terzo problema? Beh, lo aggiriamo abbastanza facilmente. Gli studenti devono lasciarmi il tempo di conoscerli, di capire quale studente è più adatto a quale parte (perchè decido io anche questo) e quindi occupo le prime lezioni facendo fare ai "miei" attori dei giochetti simpatici, che io stesso ho imparato negli anni dai miei insegnanti. Un po' per occuparli, un po' per metterli alla prova.
Nel frattempo mi assale il dubbio: che fare con le parti? Do quelle principali a chi mi ispira più fiducia, e faccio venire uno spettacolo sinceramente inguardabile? O la rischio, dando quelle parti alle persone più adatte ad interpretarle, ma che in fondo tutta questa fiducia non me la danno? Decido di rischiare (o meglio rischio fino ad un certo punto) e così facendo assegno le parti ai giovincelli!

Da gennaio si cambia registro, iniziamo a montare le scene. Ne sarò in grado? Beh mi pare di sì. Chi sembra non esserne in grado sono gli studenti.Oh, Dio solo sa quanto perdo la testa nel momento in cui scopro che solo in due hanno stampato il copione che ho inviato loro via mail.
Mi arrabbio ancora di più quando vedo che certe persone a un mese dall' inizio del montaggio non riescono a migliorare. E ancora di più mi arrabbio nel vedere che non sanno le loro battute ad un mese dalla messa in scena.

A questi ordinari problemi che si erano preventivati si aggiungono i cosiddetti imprevisti: può accadere che un' attrice lasci il gruppo improvvisamente e debba essere trovata una sostituta. Che grazie al cielo troviamo sguinzagliando per l' ennesima volta il nostro studente tuttofare (su mia precisa indicazione ovviamente). E quella fu a mio avviso una scelta decisamente felice, nessuno era più adatto a quella parte che la sostituta.

Comunque non sono qui a dire che sono stati mesi di pura angoscia. Certo la mia preoccupazione nel vedere che le battute non entravano nella zuccaccia dei ragazzi cresceva, ma insomma stiamo parlando di studenti. Nulla a che vedere con le sorprendenti soddisfazioni che mi hanno dato: ad esempio ho dovuto ricredermi su coloro a cui ho dato fiducia anche se con la ferma convinzione che era un grande rischio, che si sono impegnati ben più delle mie aspettative. Frasi del tipo "Ma che mi è staltato in testa?" sostituite ben presto da più ottimistici "Ma che bravi!!"
Per non parlare degli abiti da suora che una ragazza ha fatto fabbricare. Era un piacere guardare lo show solo per quei costumi.
Poi mai avrei immaginato che i miei sottoposti mi ascoltassero per davvero. Io dicevo loro "Fai così" e loro lo facevano. Certo, magari non alla prima prova, magari alla seconda, magari alla dodicesima, ma prima o poi lo facevano. Queste, non sembra, ma sono soddisfazioni.
Montare l' inizio, pure quello è stato parecchio divertente. Immaginate la scena: un convento, delle suore e delle fanciulle che ripongono degli stracci in un baule, quando all' improvviso parte una canzone, tratta direttamente dal musical "Sister act", giusto per restare in tema. E allora si vedono questi pinguini che saltellano da una parte all' altra, scatenati, presi dal ritmo. Sì, decisamente una delle mie intuizioni migliori, resa al meglio da quelle sgallettate fenomenali delle mie attrici.

Bene, il tempo da gennaio a maggio galoppa, noi ci ritroviamo a ridosso dello spettacolo e ancora non abbiamo fatto una filata come si deve, gli studenti iniziano a preoccuparmi.

Il trenta maggio ormai è qui, a questo punto io sono nella paranoia più totale, oltre che dei giovani devo occuparmi alla grande della scenografia, delle luci (anzi, grazie infinite al supporto fondamentale del buon Piero!) e tenere a bada i miei istinti omicidi che prendono sempre più forma nella mia mente malata (brutta gente gli insegnanti, ve lo dico io)

Comunque il 29 ci sono le prove generali in teatro. Per la prima volta dopo aver passato quattro anni da attore, e dopo aver comunque fatto altre cose, per la prima volta posso dire di essere un tantino agitato. E la gente che incontro per le quinte ha anche il coraggio di chiedermelo "Ma Stefano, sarai mica agitato?" ma che diamine, siete scemi? Mi sembra ovvio che sono agitato, non dovrei? Mi hanno appioppato la responsabilità di un gruppo di adolescenti, io voglio che siano orgogliosi di quello che stanno facendo. Per questo voglio che facciano le cose per bene.
Ma gli studenti iniziano ad essere preoccupati a loro volta, basti pensare che una povera ragazza si è messa a piangere per l' agitazione.

"Beh al diavolo, vi ho maziati per mesi, ora pensate a divertirvi su quel palco" è l' unica cosa che mi sento di dire.

30 maggio: lo show inizia. Io sono dietro le quinte a due passi dal palco, e mi sbraccio per dare indicazioni, anche qui. Davanti agli occhi ho mesi di prove che, diciamolo, potevano andare meglio. E invece mentre i miei ragazzi recitano, tra la concentrazione, i fari, il pubblico che continua a ridere, una caduta involontaria ma molto d' effetto, beh, io solo una cosa penso "Ma perchè queste teste di cavolo invece di recitare così anche in prova mi hanno fatto perdere anni di vita a disperarmi?" Beh se a fine mattinata sono molto soddisfatto, a fine serata posso dire di essere orgoglioso dei miei ragazzi...e un poco anche di me.

Oggi è passato più di un mese da allora, e io comincio ad avere una certa nostalgia. Sarà che è arrivata l'estate decisamente più monotona e meno frenetica. Sarà che, tornato al mio ruolo di attore, mi manca il fatto di essere io il capo, oltre al dilemma che dopo essere stato regista per qualcun altro sono diventato ancora più critico verso il "me attore".
O forse sarà che comunque le persone con cui ho lavorato in questi anni a scuola sono sempre le stesse, e alla fine, anche se con molte ci si vede solo per quelle due ore a settimana, si finisce col diventare una specie di famiglia.
E da questa famiglia quest' anno oltretutto ci hanno lasciato tre pilastri: tre ragazze "in gambissima", oltre che le tre attrici di cui sinceramente io mi fidavo di più. Ah, già, ci ha lasciati anche la mia assistente di regia, come potevo scordarmi di lei? Sì insomma non è che è rimasta tanta gente al momento.

E allora mi viene naturale pensare ai tanti amici che sono passati di qui, a come questo gruppo sia cambiato dalla prima volta che ci ho messo piede nel lontano 2007, e a quanto anche quest' anno si sia preso un bello scossone. Ma in fondo nulla dura per sempre, l' importante è conservare un bel ricordo. Ce l' avranno le tre ormai ex-attrici? Beh in tal caso potrò dire di aver fatto un buon lavoro.
In ogni caso quello teatrale è un Mondo più piccolo del previsto, se decideranno di restarci le nostre strade si incroceranno di nuovo.

E l' anno prossimo? Chi ci sarà? Chi porterà avanti la tradizione dell' "spettacolo di fine anno" al Liceo? Io ci sarò ancora? Mah, lo scopriremo solo vivendo...

Z.S.

venerdì 15 febbraio 2013

Perchè Sanremo è Sanremo....

Bene, anche quest' anno è giunto il Festival della canzone italiana. A me piace questa kermesse. Durante la settimana del Festival potrebbero buttarmi fuori di casa, non me ne accorgerei.
Dunque, avendo io questo blog quasi inutilizzato, ho deciso che quest' anno anche io darò i voti. Mi sembra giusto esprimere i miei personalissimi pareri anche su queste 14 canzoni visto che mi diverto a farlo tutti gli anni nel privato! Ok, iniziamo:

ALMAMEGRETTA "Mamma non lo sa": 6+
Al primo ascolto un ARGH!! Al secondo ascolto un BEH, INSOMMA....chissà tra qualche mese.
Tanto di cappello per la musica reggae-orientale, a Sanremo non si sente tutti i giorni... 
(grazie al cielo è rimasta in gara questa)

ANNALISA "Scintille": 7-
Non so cosa dire, quindi passerei alla prossima artista

MALIKA AYANE "E se poi": 6+
Decisamente della diade era la canzone migliore. Orecchiabile, niente da dire. Ma da non amante della cantante mi sembra ancora un poco troppo lagnosa

CHIARA "Il futuro che sarà": 7-
Come canzone non è male, ma non mi sembra nè carne ne pesce...

SIMONE CRISTICCHI "La prima volta che sono morto": 7+
Sembra di essere tornati al Festival degli anni Sessanta, ma la cosa forse non è proprio così negativa....

ELIO E LE STORIE TESE "La canzone mononota": 8
Stupidamente geniale! Ma quel "Dannati forever".....

MAX GAZZE' "Sotto casa" 8/9

Un po' di ritmo, finalmente. Uno dei pochi in gara ad aver portato due gran bei pezzi. A mio avviso è passato il migliore, grazie al cielo.

RAPHAEL GUALAZZI "Sai (ci basta un sogno)": 6-
Molto amato dalla critica, tutti lo considerano un geniaccio. Su di me ha uno stupefacente effetto soporifero

MARTA SUI TUBI "Vorrei": 8,5
Non li conoscevo, avevo dei pregiudizi verso di loro. E invece mi hanno sorpreso alla grande. Assolutamente tra i miei preferiti, anche avessero portato "Dispari"

MARCO MENGONI "L' essenziale": 8,5
Mi spiace perchè come cantante lo ho sempre odiato. E di conseguenza quanto apprezzo questa canzone mi fa capire che in realtà la canzone dev' essere davvero bella. MALEDIZIONE!

MODA' "Se si potesse non morire": 6/7
L' esatto contrario dei Marta sui tubi. Li ascolto da quasi dieci anni (ringrazio il sorellame per questo), e quando ho visto i nomi dei big ho pensato che avrei tifato per loro. Invece avevano tutte le possibilità di stravincere meritatamente, e le hanno buttate via con due canzoni che non meritano sicuramente la vittoria. Oltretutto dei due pezzi proposti preferivo quello che ha perso.

SIMONA MOLINARI E PETER CINCOTTI "La felicità": 7-
Nononononononono!!!!! hanno scelo la canzone sbagliata! Fosse passata "Dr.Jeckyll e mr. Hyde" avrei tifato per loro....

MARIA NAZIONALE "E' colpa mia": 4
Al diavolo, tutti la osanano, io non capisco perché....

DANIELE SILVESTRI "A bocca chiusa" : 7-
sulla fiducia. Dovrò ascoltarla parecche volte per capire cosa ne penso.

Bene, quindi il mio personale podio (in ordine sparso) dovrebbero essere Marta sui Tubi, Max Gazzè e Marco Mengoni. Dubito personalmente, ma la speranza è l' ultima a morire.
Per ora buon festival a tutti, alla prossima!

Z.S.

lunedì 4 febbraio 2013

All you need is...

Non ho avuto modo di scrivere su questo blog nulla fino ad adesso, un po' per mancanza di tempo, un po' perchè non sapevo cosa dire. Ora ho trovato una storia che merita di essere raccontata. La storia di un giovane che voleva fare l' attore.
Tutto ha inizio nell' estate del 2011, quando questo giovane, girando in internet si imbatte in un "evento": una compagnia amatoriale del Trentino tiene dei casting per uno spettacolo musicale. Lui prende contatto, gli viene fissato un appuntamento con le registe il 15 settembre. Lui non sa cantare quindi viene subito avvertito che finirà a fare parte del "corpo di ballo" (per quanto non sia ferratissimo neanche in quel settore), ma la cosa gli piace. Il gruppo si riunisce per la prima volta due settimane dopo, il 29 settembre, e lui viene a conoscenza del fatto che è un gran bel gruppo, gli piace sin da subito.
I mesi successivi sono un po' difficili per questo giovane, deve imparare dei passetti di danza, prima di questo deve imparare a smuovere quella schiena che è un manico di scopa.....e nel frattempo magari deve provare a socializzare con gli altri. Certo all' inizio non è facilissimo, lui appena diciannovenne deve misurarsi con un gruppo molto più adulto di lui, ma col tempo tutto si può.
Nel frattempo lo spettacolo cresce.
Ha avuto poche possibilità in realtà di mostrarsi per quello che è il suo potenziale, ma è veramente uno spettacolo fantastico: amore, amicizia, pacifisti, infermiere sexy....il tutto con sullo sfondo una band dal vivo che fa rivivere gli immortali pezzi di una delle band più famose del Mondo. Questo ragazzo ama questo spettacolo. Da quando aveva iniziato a recitare aveva giurato a sè stesso che un giorno avrebbe preso parte ad uno show del genere, e finalmente la promessa era stata mantenuta. Non solo, era convinto di essere entrato a far parte di uno dei progetti più belli in assoluto del panorama trentino.
Che ne sarà quindi di questo bellissimo progetto? Assolutamente nulla.
Non c'è più.
Govedì scorso, 31 gennaio 2013, a malincuore si è deciso di terminare anzitempo la sua breve vita. Non è sembrato il caso di arrivare a farlo contro voglia, gli affezionati attori hanno deciso che è meglio conservare un buon rcordo.
E quel ragazzo da quel giorno si è depresso incredibilmente tanto. Non ha mai amato gli addii, e questo è stato un duro colpo per lui.
Però insomma, tutto ciò vuol dire che l' anno passato tra quelle persone non è stato brutto, certo è finito, ma non va dimenticato. Quel ragazzo, un pochetto più cresciuto, sente di aver passato un periodo bellissimo, in una specie di famiglia.
Insomma, anche le migliori storie d' amore finiscono, ma anzichè finirle col rimorso o con delle inutili polemiche, il giovane "ballerino" vorrebbe solo dire ai suoi compagni di viaggio, una cosa semplice semplice:
GRAZIE, finché è durata.....


Z.S.

giovedì 19 luglio 2012

MERAVIGLIOSAMENTE ME

Allora, essendo questo il MIO blog, inizierò raccontando quanto meravigliosa è la mia vita così per conoscerci meglio:
quarto di cinque fratelli, vengo al Mondo quasi ventuno anni fa, vivo a Trento.
Il mio percorso di studi:
-licenza elementare nel 2002;
-licenza media nel 2005;
- diploma di liceo Socio-Psico-Pedagogico conquistato a fatica nel 2010.
Attualmente frequento a tempo perso la facoltà di Sociologia della mia città.

Sogni nel cassetto: voglio diventare un attore professionista.
Devo ammetterlo, ho una carriera, seppure piccola, alle spalle.
Per due anni ho preso parte a corsi di improvvisazione e giocoleria, poi mi sono trasferito nel gruppo teatrale del mio Liceo, nel quale sono stato per quattro anni leader indiscusso. In seguito con alcuni amici abbiamo reinterpretato una tragedia greca rivista e trasformata in una commedia "hot", gran bello spettacolo seppure con vita breve.
Quindi, nell' estate 2011 ho avuto il grande onore di fare la comparsa in una serie televisiva che andrà in onda in Rai nel futuro prossimo (esperienza da brivido), prima di finire in una compagnia impegnata nella realizzazione di spettacoli complessissimi, bellissimi e amati da pubblico e critica. Non sapendo io cantare, non ho potuto ambire a grandi parti, e mi sono ritrovato nel "corpo di ballo", parte per la quale mi è toccato imparare a ballare la salsa (esperienza inaspettatamente coinvolgente e ricca di soddisfazioni).
Da poche setimane ho finito l' ultimo corso teatrale al quale mi ero iscritto, ma riprenderemo a settembre. Nel frattempo mi guardo intorno e continuo a sperare nel salto di qualità, in una grande compagnia Nazionale, o in qualche produzione cinematografica importante. Tutto ciò aspettando il giorno nel quale, in compagnia del mio più grande amico, non potremmo permetterci di stare noi stessi a capo di un grande gruppo...perché accadrà, è solo questione di tempo.

Segni particolari:
- biondo;
- bellissimo;
- celiaco.

Bene, in futuro tornerò proponendo gli argoment più svariati possibile, sperando che qualcuno possa leggere, apprezzare e, perché no, commentare assieme....
Buona serata gioventù
LoZio

PRIMO POST UFFICIALE

Eccoci qua!
Ora anche io faccio parte della schiera di "nuovi filosofi" del web
Questo Mondo ne sentiva la necessità? Mah...lo scopriremo solo vivendo!