Oggi è davvero una bellissima giornata, ideale direi per scrivere dei post.
Per la gioia di tutti gli abitanti della Galassia ci terrei a ricordare, cosa già fatta in passato, che scrivo una rubrica Senza Glutine il venerdì sul blog "The crazy purple turtle".
Inoltre tengo a far sapere che di seguito riporterò i link alle mie recensioni di prodotti SG:
Certo, in questo momento, per volere della gestrice del blog, siamo ufficialmente in pausa estiva, e riprenderemo a settembre. Ma come ci insegna Rai uno, quale periodo migliore dell' estate per dare una seconda occhiata ai post più vecchi, prima di ripartire con i nuovi episodi?
Grazie dell' attenzione, buona lettura e...a presto.
Come promesso, ecco che ritornano le avventure di Lozio e della sua ciurma.
Per il riassunto delle puntate precedenti....non c'ho voglia di farmi fumare le meningi, se proprio vi interessa leggetevi QUI a che punto eravamo.
Cosa è successo dal 23 luglio ad oggi?
Beh, sono successe parecchie cose. No, non è vero, anche perchè la settimana dall'11 al 16 era la settimana di Ferragosto e, in accordo con il Presidente, Lozio ha deciso di saltare ben due giornate di prove (quel martedì e giovedì per l'appunto).
Innanzitutto Lozio ha ottenuto la benedizione dell' autore della commedia a riprodurla tradotta in dialetto, il che ha portato il suo ego ad ingigantirsi di parecchio.
Dopodichè il buon regista ha iniziato a soffrire una permanenza quasi forzata sulla lettura del copione, e di conseguenza a propinare ai suoi attori una serie di stralunati esercizi per iniziare a prendere dimestichezza con la propria voce e i propri piedi. Cosa che tra gli attori, destò non poca preoccupazione al giovane A.W.
Ma non tutto è rose e fiori. Lontano da tutti, nel silenzio della sua casa buia, davanti al suo computer, con in sottofondo una canzone di Masini, il giovane fuori di testa inizia a chiedersi se non abbia azzardato troppo, se sia veramente in grado di svolgere quel compito che gli è stato affidato...ma soprattutto sta iniziando a sentire il peso dell'eredità che ha raccolto dal suo predecessore. A lui piaceva il vecchio regista, fosse dipeso da lui non l' avrebbe fatto andare via. Non la voleva lui quella eredità. E poi, non so come spiegarlo, ma Lozio sta iniziando a percepire nel gruppo una certa "anarchia"...qualcosa che a lui non è mai piaciuto,e che con il vecchio regista non sarebbe successo.
Cambieranno le cose? Riuscirà Lozio a riprendere in mano le redini della partita? O tutto è destinato ad andare a scatafascio?
Lorenzo Cherubini era solito dire "Senti come piove. Madonna come piove! Senti come viene giù". E dato che anche ad agosto l' estate sembra non dare troppissimi miglioramenti, mi sono chiesto come si possa combattere la monotonia di una vita da segregati in casa. E tra le opzioni, una delle più apprezzate dal Mondo è sicuramente la lettura. E questa geniale intuizione mi ha portato a scrivere questo nuovo articolo, nel quale vorrei parlare di un libro di prossima pubblicazione, ossia "La culla di pietra" di Lamberto Aroli.
Chi è Lamberto Aroli? Mezzolombardese, classe 1965, artisticamente impegnato su più fronti, nel tempo libero gli piace cimentarsi nella recitazione (è colonna della Associazione "Le voci di dentro" del suo paese), nella fotografia e da qualche tempo ha provato anche a testare le sue doti da scrittore. Grande amante del Friuli, terra che gli ha ispirato la sua prima e (si spera solo per il momento) unica opera.
Che cos'è "La culla di pietra"? Un romanzo. Romanzo che tra non molto vedrà la luce sugli scaffali delle librerie più IN del Belpaese.
Di cosa tratta "La culla di pietra"? La trama, senza voler anticipare troppo, è la seguente (presa paro paro dalla copertina ufficiale):
Lucilla è una bambina di otto anni, afflitta dai continui litigi tra i suoi genitori. Nella sua mente si sviluppa il desiderio e la convinzione di riavvicinare la coppia all' amore perduto. Ma una sera il terremoto si porta via la sua casa, il suo paesino, la sua vita e tutti i suoi sogni e progetti.
Quasi quarant'anni dopo un gruppo di amici si ritrovano a visitare quel paesino, ormai abbandonato e ridotto ad un cumulo di rovine.
Prigionieri degli eventi e da un tempo che procede a ritmo alternato, i sei cercano una spiegazione razionale e una soluzione che appare intricata, mentre si fà sempre più presente la percezione di una presenza...cosa vuole ottenere da loro Lucilla, a quasi quarant'anni dalla sua morte?
Beh, mi sembra sia una premessa abbastanza esaustiva.
Come potremmo catalogare questa storia? Come noir? Thriller? Romanzo soprannaturale? O in fin dei conti è una semplice avventura? E dove vogliamo mettere l' aspetto romantico, l' amore che comunque sembra essersi ritagliato un posto importante in tutto questo?
Citando una frase che posso trovare sul profilo youtube di Lamberto " il racconto rimane un romanzo d'amore a tinte paranormali. Ma tra il resto, cosa c'è di normale nell'amore?"
Ora, mi piacerebbe tanto dire che è un romanzo adatto agli amanti del genere, ma
vista "l' indecisone" dell' autore, forse è il caso di dire che ce n'è
per tutti i gusti.
Per chi volesse sapere di più sui luoghi colpevoli di aver ispirato una mente umana ecco un video pensato ad hoc:
La notizia è arrivata improvvisamente, e il Mondo l' ha accolta per quello che è: Robin Williams non c'è più. Uno degli ultimi attori con la A maiuscola se n'è andato, e sinceramente è anche plausibile che ciò sia accaduto con un vero coup de theatre.
Credo di poter affermare che una partecipazione del popolo del web con messaggi di ricordo e di dolore per la perdita di un personaggio celebre difficilmente l'ho vista come in questo caso: forse solo Nelson Mandela, tra i personaggi scomparsi recentemente ha mosso tanta gente.
Ora, non è la prima volta che su questo blog decido di omaggiare qualcuno che se n'è andato.
Questa volta però non mi sento di fare alla solita maniera. Robin non era un uomo solo, lui racchiudeva in sè tante persone, il pubblico amava i suoi personaggi quanto e talvolta (purtroppo) forse più dell' attore stesso.
Quindi, in virtù del lavoro di cui quest'uomo in vita ha fatto la sua missione, ciascuno ha il diritto di chiamarlo come vuole, sia esso Robin Williams, professor Keating, Leslie Zevo, Peter Pan, Mork, Philip Brainard, Patch Adams, signora Doubtfire, Alan Parrish, presidente Roosvelt, Chris Nielsen, o qualunque nome preferisca usare.
E allora,se mi è permesso, vorrei chiudere citando le parole di un mio amico, che su facebook disse "ve lo
chiedo come favore personale. Andate su wikipedia, Scegliete a caso 4-5
suoi film e godetevi la passione, la tenerezza che solo lui riusciva a
metterci. Un istrione come lui è una perdita per la cinematografia
mondiale"
Salve! O come direbbe Gabri Ponte, buonanotte giorno!
Ho deciso di dare il via oggi ad una rubrica notturna, una specie di docufiction che vuole testimoniare le fatiche di un giovane pseudoregista che fà del suo meglio per provare a dare vita ad una commedia. Docufiction che, per mia decisione, vedrà una nuova puntata ogni terzo mercoledì del mese, da qui fino a quando questa fatica non sarà definitivamente portata alla luce.
Or dunque, all' incirca il 9 giugno scorso il protagonista della storia, che da ora in poi chiameremo Lozio, è stato ufficialmente nominato regista della sua compagnia.
Nell' arco di tempo che intercorre tra questa data e il 15, che è una settimana scarsa, Lozio deve trovare un copione adatto alla sua compagnia, tradurlo in un dialetto che non è nemmeno quelo parlato dalle sue parti, convincere prima sè stesso e poi gli altri (che sembrano più convincibili e meno scassapalle rispetto al sè stesso) che sia il copione giusto.
In realtà, visto che Lozio era stato allertato della possibilità che ci fossero dei cambiamenti in compagnia, già aveva fatto alcune di queste cose nei mesi precedenti, andando contro corrente rispetto alla propria vita nella quale si da una mossa il giorno dopo dell' ultimo utile.
Dunque, sulla commedia non si può dire molto, anche perché ne l' autore ne la Compagnia hanno acconsentito allo spargimento di informazioni.
Uno SPOILER ci ha comunque informato che la storia si basa principalmente su matrimoni, extracomunitari, parolacce, telefonate e psichiatri. Niente male come premesse, no?
Le prove vere e proprie sono iniziate appena l' otto di luglio.
La compagnia nel frattempo ha subito uno scossone, sono usciti diversi senatori, e sono entrati dei giovani volenterosi senza esperienza. Volenterosi senza esperienza per un novello regista. Mmmmmmh...
Le prime prove sono semplici letture, senza particolari intoppi o difficoltà, se tralasciamo che un bel giorno che la compagnia si trova a provare va in scena la semifinale del mondiale di calcio nella quale la Germania accartoccia e butta nell' umido un Brasile inguardabile. L' unica partita da non perdere di tutto il torneo, se la sono persa tutti eccetto T.C. che furbamente si è dileguato nel primo bar trovato aperto. Maledettissimo!
Ok,comunque la puntata di oggi si chiude sul volto stanco ma soddisfatto di Lozio, che ha portato a termine quasi un mese di letture del copione, che gioca a fare l' insegnante, che prova a fare il guru, che nonostante percepisca una lieve carenza in autorevolezza alla quale promette che cercherà di porre rimedio...sente di essere partito col piede giusto. Quanto durerà questa soddisfazione lo scopriremo nella prossima puntata!
Per saperne di più, l' appuntamento è per il 20 agosto.
Il mondo dello spettacolo si trova a rimpiangere un altro big tra i più amati dal pubblico italiano: Giorgio Faletti.
No, non è mia intenzione compiangere questo artista, non ne sono in grado. Ritengo semplicemente sia giusto (quasi doveroso) ricordare tutto ciò che ha fatto in questi anni per farsi amare, e per far dispiacere a molti la sua dipartita.
Piemontese, annata 1950, incontra il successo a metà anni Ottanta, grazie al Drive In tramite il personaggio demenziale di Vito Catozzo.
Ma Faletti non può limitarsi a questo e infatti, tra fine anni 80-inizio 90, si reinventa oltre che come attore, come conduttore, ma ancor di più in campo musicale. Non solo compone per diversi cantanti (un intero album di Angelo Branduardi porta la sua firma), ma decide di cimentarsi come cantante, anche impegnato. E quel famoso "Signor Tenente", ispirato alle stragi mafiose, che gli vale nel 1994 il secondo posto + premio della Critica al Festival di Sanremo, lo porta sicuramente a prenotarsi un posto di tutto rispetto nella storia della kermesse più famosa del Belpaese.
Si dedica poi a sperimentare altre forme artistiche, dalla pittura alla scrittura. Scrittura che lo porterà a produrre nell' ultimo decennio all' incirca una decina di libri, tra romanzi, thriller e biografie.
Il tutto senza abbandonare la musica (sua è la canzone "The show must go on" che Milva portò a Sanremo nel 2007), e soprattutto la recitazione: negli ultimi anni è sempre stato protagonista al cinema, dove vanta di passare con nonchalance dal terribile professor Martinelli di "Notte prima degli esami" (a cui un giovane Nicolas Vaporidis a nome di milioni di adolescienti che odiano i propri insegnanti, può vantare di aver dato della merda ), al molto più oscuro, malvagio e spietato boss di "Cemento armato".
E tanto altro ancora
Sicuramente uno come lui in futuro mancherà, oltre che dal punto di vista dell' uomo che è riuscito a conquistare la simpatia e la stima del pubblico, anche artisticamente.
Se c'era uno, secondo me, che nell'ambiente dello spettacolo la gente guardava con stima, quello poteva essere proprio lui.
Tuttavia, pr quel che può valere, proprio la sua versatilità e la grande produttività, permetterà all'artista di sopravvivere ancora per molti, molti anni...
Arrivederci, signor Tenente.
Z.S.
(Giorgio Faletti a Sanremo nel 1995 canta L'assurdo mestiere)
La febbre Mondiale ormai ci ha contagiati da tempo...ma non è di questo che voglio parlare oggi.
Questa sera volevo rievocare uno spettacolo che ha segnato un'epoca (non la mia) e da qualche giorno continuo ad ascoltarne a ripetizione la colonna sonora.
Stavo ragionando sul fatto che questa storia è sì famosissima per alcuni, ma ormai per pochi. Se io ne parlo ad un giovane, quello capisce una parola su tre, o pensa sia il caso di farmi interdire. Per questo motivo ho deciso di approfondire la questione qui.
"Aggiungi un posto a tavola" nasce nel lontano '74, per mano della celeberrima accoppiata Garinei&Giovannini, con l'aiuto musicale del maestro Armando Trovajoli.
La storia per sè è divertentemente paradossale: don Silvestro è il parroco di un paesino sperduto tra le montagne. Il suo principale, il Padreterno, lo ha selezionato come Noè2.0, e tramite una telefonata lo incarica di fare un' arca in quanto ha intenzione di riproporre il diluvio universale per ripurificare la Terra.
Ora, già di per sè la storia è complicata, se poi ci aggiungiamo che vi è Clementina, giovane paesana innamorata del parroco, che il sindaco non è tanto d'accordo con tutta questa storia, e se teniamo conto di una donna "tutt'altro che estranea al peccato" come Consolazione...beh, mi sembra ci sia parecchia carne al fuoco.
Da sottolineare il cast che ha reso celebre questa commedia musicale: avere tutti assieme Johnny Dorelli, Bice Valori, e Paolo Panelli all' epoca era un colpo gobbo.
Beh, io consiglio senz'altro quest'opera leggera, uno spettacolo d'altri tempi, una storia d'altri tempi, per serate...d'altri tempi.
Da qualche parte, su youtube, in biblioteca, si trova. D'altronde l'ho trovata io...
Bene, vi saluto con uno dei pezzi meno celebri, ma sicuramente tra i miei preferiti (per quanto la qualità video sia quel che sia).