Una cascata di sorelle

Una cascata di sorelle
(grazie a Maria per il lavoro svolto)

giovedì 1 agosto 2013

FOTOGRAFIE DI UN PICCOLO ANGOLO DI PARADISO

30-07-2013

"Ogni favola è un gioco se ti fermi a giocare,
dopo un poco lasciala andare..."

30 luglio. Ormai è quasi mezzogiorno, però, mentre di solito a quest'ora mi assale la fame, oggi ho una morsa allo stomaco.
Guardo fuori da un finestrino e ci vedo montagne, con qualche casetta sparsa qua e là. Dal finestrino opposto invece, ogni tanto sbuca il mare, qualche pezzo di spiaggia....alcuni minuti fa è passata anche una barca a vela.
Ma ormai sono gli ultimi squarci di mare, ogni parola che scrivo Palmi si sta allontanando e Trento si riavvicina. Io però proprio non ce la faccio a non pensare a quello che ho vissuto nell' ultima settimana.

Ritrovandoti lontano da casa, solo, immerso in un mondo così diverso (ma per certi versi così simile) dal tuo, anche se provieni da quel freddo, distaccato e così poco emotivo Trentino, può capitare che cominci a vedere le cose da un altro punto di vista, e alla fine arrivi ad innamorarti di quella terra.

E ti innamori di un tramonto che finisce col farti sospirare da dovunque lo guardi, con un sole che pian piano cala, diventando sempre più rosso, e quando s' incontra con l' acqua del mare le dona un colore viola, ma non uniforme. E quel sole regala a chi lo sta guardando un quadro bellissimo dalle mille sfumature.

E ti innamori di quel mare. Di quell' acqua così trasparente che se non la vedi di persona quasi fai fatica a pensare che al giorno d' oggi ne possano esistere ancora, sia pure nelle più sperdute e selvagge spiagge dall' altra parte del Mondo. E invece scopri di averla qui a due passi.

E ti innamori anche di quelle montagne, cariche di ulivi e "pittari", che probabilmente Dio, o chi per esso, non se l' è sentita di imprigionarle, e allora ha preferito farci fare un bel tuffo direttamente nel mare. E così la montagna prima diventa scoglio, e poi fondale.

Poi, a me mancherà la gente di quel paesino, di un ospitalità che non mi aspettavo. Gente pronta ad accoglierti col sorriso, facendoti sentire in famiglia, che si interessa a te, ma nel frattempo ti immerge volentieri in quelle che sono le proprie abitudini, le tradizioni, le leggende del luogo. E magari è la prima volta che ti vede.

Più questo treno viaggia e più mi rendo conto di quanto mi mancherà tutto. Le nuotate, le partite a carte, il panorama, le passeggiate la sera....beh, forse in particolar modo quelle. Il paese è piccolo, forse per chi ci abita può sembrare noioso, ma io in quelle viuzze e nelle piazze mi ci perdevo, nella conflittuale situazione di chi si sta divertendo a vivere da turista ma allo stesso tempo tra quelle abitazioni si sente a casa.

E infine, perchè no, un po' di nostalgia la proverò anche per quei due occhi, grandi, verdi, bellissimi. Talmente magnetici che un paio di volte per sbaglio ho commesso l' errore di voltarmi a guardarli, e mi sono ritrovato imbambolato, senza parole, e dimenticando che attorno esistesse anche il resto del Mondo.

Ecco, tutto questo è stato per me Palmi.
Ok, sarò uno spirito semplice, sarò troppo facilmente impressionabile, ma c'è una regola che ho imparato: una settimana non è sufficiente per viverla tutta, ma una settimana è anche troppo per innamorarsene.
E alla fine la malinconia che mi sta facendo da compagna di viaggio non fa altro che suggerirmi tutti i bei momenti vissuti, quindi non è così negativa la sua compagnia.
Nella valigia, in mezzo ai vestiti e il peperoncino, sono riuscito a nascondere anche molti ricordi, emozioni, risate, e qualche amicizia.
E mi piace illudermi che, forse, tutto questo mi fa tornare a casa un poco meno trentino, e un attimo più palmese.

Z.S.

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